La Zia Prese I Soldi Di Martina Per “Tenerli Al Sicuro”-tantan - Chainityai

La Zia Prese I Soldi Di Martina Per “Tenerli Al Sicuro”-tantan

A Palermo, Martina crebbe con una frase cucita addosso come un vestito troppo stretto: “Tua zia ti ha salvata.”

Glielo dicevano con tenerezza, a volte.

Altre volte glielo dicevano con quel tono che non lascia spazio alla risposta.

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Aveva perso i genitori quando era ancora troppo piccola per capire davvero cosa significasse perdere tutto.

All’inizio ricordava solo dettagli sparsi.

Il profumo del caffè nella cucina.

La moka che borbottava piano.

La mano di sua madre che sistemava una sciarpa vicino alla porta.

Le chiavi della casa lasciate sempre nella stessa ciotola di legno.

Poi, poco a poco, quei dettagli diventarono l’unica eredità che riusciva a tenere tra le mani senza che qualcuno gliela portasse via.

La casa dei suoi genitori venne venduta quando Martina era ancora minorenne.

Nessuno glielo spiegò davvero come si spiega una cosa a una bambina ferita.

Le dissero che era necessario.

Le dissero che una casa vuota costa, che lei aveva bisogno di stabilità, che gli adulti sapevano cosa fare.

Sua zia, la sorella della madre, prese tutto in mano.

Si presentava sempre ordinata, con le scarpe lucidate, i capelli composti, la voce abbastanza dolce da sembrare generosa anche quando stava decidendo per tutti.

“Quei soldi li tengo io,” disse un giorno, mentre Martina sedeva al tavolo con le gambe che non toccavano ancora bene il pavimento.

La bambina guardò il coperchio della zuccheriera e annuì.

“Fino a quando sarai grande,” aggiunse la zia.

“Quanto grande?” chiese Martina.

“Diciotto anni. Allora potrai usarli per ricominciare.”

Martina non sapeva cosa volesse dire ricominciare.

Sapeva solo che, se la zia parlava con tanta sicurezza, forse doveva fidarsi.

Per anni, quella promessa restò chiusa in un angolo della sua vita.

Non era qualcosa che nominava spesso.

Anzi, imparò presto che certe domande rendevano la zia nervosa.

Quando chiedeva della vecchia casa, la donna cambiava discorso.

Quando chiedeva se esistessero ancora le fotografie del salotto, la zia rispondeva che non bisognava vivere nel passato.

Quando chiedeva dei soldi, anche solo con uno sguardo, la zia si irrigidiva.

“Martina, hai mangiato oggi? Hai un tetto sopra la testa? Hai vestiti puliti?”

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