La Nonna Di Napoli Che Assolda Un Finto Figlio Per Difendersi-tantan - Chainityai

La Nonna Di Napoli Che Assolda Un Finto Figlio Per Difendersi-tantan

Assunta aveva smesso di aspettarsi i suoi figli da molto tempo.

Non perché non li amasse.

Ma perché era diventato troppo doloroso continuare a preparare una tavola per persone che non avrebbero quasi mai varcato la porta.

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A Napoli, la domenica ha un peso particolare.

Non è soltanto un giorno.

È un modo di stare al mondo.

Le sedie tirate vicine, il caffè che sale dalla moka, il rumore leggero dei piatti, la finestra che resta aperta anche quando l’aria è ancora fresca, il telefono che ogni tanto vibra sul tavolo come un promemoria crudele di tutto quello che manca.

Per Assunta, 78 anni, la domenica era diventata una stanza piena di memoria e di assenza.

Da una parte c’era la casa, che ancora conservava i segni della sua vita intera.

Le foto vecchie sul mobile, la tovaglia buona, il bicchiere che non si usava mai durante la settimana, le chiavi appese vicino alla porta, il cestino del pane sempre pronto.

Dall’altra c’era il vuoto.

Il vuoto lasciato dai figli, presenti solo quando avevano bisogno di qualcosa.

Abitavano nella stessa città.

Questo era il dettaglio che faceva più male.

Non lontani, non dispersi, non irraggiungibili.

Semplicemente assenti per scelta.

Chiamavano per chiedere denaro.

Chiamavano per sapere se la casa era ancora intestata a lei.

Chiamavano per un documento, per una firma, per un favore che doveva essere fatto in fretta.

Mai per chiedere se aveva mangiato.

Mai per dire che passavano a pranzo.

Mai per restare abbastanza a lungo da sentire il silenzio che si era formato attorno a lei.

La prima volta che Assunta decise di fare qualcosa che nessuno avrebbe capito, lo fece quasi con vergogna.

Trovò un ragazzo disposto a sedersi a tavola con lei la domenica.

Non per pietà.

Non per recitare una commedia davanti ai vicini.

Ma per restituirle una presenza.

Per farle sentire, almeno una volta a settimana, che quella casa non era stata ancora completamente svuotata di affetto.

Il ragazzo arrivava puntuale.

Sempre puntuale.

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