Licenziò La Cassiera Addormentata, Poi Aprì La Sua Borsa-tantan - Chainityai

Licenziò La Cassiera Addormentata, Poi Aprì La Sua Borsa-tantan

Licenziai una cassiera di diciannove anni perché si era addormentata.

Quella sera scoprii cosa stava cercando di tenere in piedi.

Mi chiamo Corrado Zanni.

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Per quasi vent’anni ho fatto il responsabile di un piccolo supermercato di quartiere, alla periferia di Modena.

Non era un grande supermercato, non aveva corridoi infiniti né insegne luminose da centro commerciale.

Era uno di quei posti dove le persone entrano prima del lavoro, comprano il pane ancora caldo, prendono due cose al volo e spesso conoscono per nome chi sta dietro la cassa.

Al mattino arrivava l’odore del forno vicino, poi quello del caffè bevuto in piedi al bar all’angolo.

Le signore passavano con la borsa di stoffa sotto il braccio.

Gli uomini guardavano l’orologio.

I pensionati controllavano i prezzi con calma, come se ogni etichetta fosse una piccola questione di principio.

Io tenevo tutto sotto controllo.

O almeno così credevo.

Mi piaceva pensare di essere un uomo giusto.

Pretendevo puntualità, ordine, casse veloci, scaffali pieni e personale presentabile.

Non chiedevo miracoli, dicevo.

Chiedevo rispetto.

La frase che ripetevo più spesso era questa: “Il lavoro è lavoro. I problemi personali restano fuori dalla porta.”

La dicevo con voce ferma, come se fosse una regola pulita.

Come se separare le persone dai loro dolori fosse una forma di professionalità.

Oggi, quando ci ripenso, sento ancora vergogna.

Perché ci sono frasi che sembrano dure ma corrette finché non scopri su chi sono cadute.

Quel pomeriggio il negozio era pieno.

La fila alla cassa due arrivava quasi fino al reparto della pasta.

Una signora sospirava forte, stringendo il portafoglio come se la lentezza del mondo fosse colpa sua.

Un uomo in giacca scura guardava l’orologio ogni dieci secondi.

Un bambino batteva il piede contro il carrello.

Io ero già nervoso prima ancora di vedere lei.

C’era stato un problema con una consegna, un cliente aveva contestato uno scontrino e al banco frigo mancavano due prodotti in offerta.

Tutte sciocchezze, viste da lontano.

Ma in quel momento mi sembravano crepe nella facciata ordinata che cercavo di mantenere ogni giorno.

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