Il Bambino Che Disegnò Una Finestra Sul Muro Di Matera-tantan - Chainityai

Il Bambino Che Disegnò Una Finestra Sul Muro Di Matera-tantan

A Matera, Pietro aveva otto anni e una convinzione che nessun adulto riusciva più a strappargli via.

Se avesse disegnato una finestra abbastanza bene, prima o poi la luce sarebbe entrata.

Non lo diceva con la voce allegra dei bambini che inventano mondi per gioco.

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Lo diceva piano, come si dicono le cose necessarie quando nessuno ti ascolta.

La sua stanza non aveva finestre.

Aveva un letto stretto, una sedia, una coperta piegata male e una parete bianca che il tempo aveva reso ruvida in alcuni punti.

C’era anche una porta che si chiudeva dall’esterno.

Pietro conosceva il suono di quella chiave meglio del suono della strada.

Un giro secco, poi un secondo più lento, e il mondo diventava piccolo.

Il patrigno diceva che era per il suo bene.

Diceva che Pietro era troppo strano per uscire e vedere gli altri.

Diceva che un bambino così avrebbe fatto parlare la gente, e in una casa dove tutti cercavano di mantenere la faccia pulita davanti ai vicini, la gente non doveva parlare.

Pietro non capiva tutto.

Capiva però il tono.

Capiva quando una frase sembrava una cura ma pesava come una minaccia.

Sua madre non discuteva quasi mai davanti a lui.

Entrava con i piatti, abbassava lo sguardo, sistemava il bicchiere sul comodino e gli passava una mano sui capelli soltanto quando era certa che l’uomo non la stesse guardando.

A volte portava l’odore della cucina con sé.

Caffè rimasto nel fondo della moka.

Pane comprato al forno.

Un cornetto spezzato in due, nascosto in un tovagliolo, come se quel piccolo gesto potesse ancora essere chiamato amore senza fare rumore.

Pietro conservava quegli odori più dei sapori.

Per lui, il fuori non era una strada precisa.

Era zucchero sulle dita.

Era aria che entrava da qualche parte.

Era un rumore lontano di passi, di tazzine, di sedie trascinate, di persone che parlavano senza paura dietro una porta aperta.

All’inizio aveva bussato.

Aveva chiamato sua madre finché la gola gli bruciava.

Aveva chiesto perché non potesse andare a fare una passeggiata, perché non potesse vedere altri bambini, perché ogni volta che qualcuno passava vicino alla casa lui doveva stare zitto.

Poi aveva smesso.

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