Voleva Mandarlo Via, Poi Vide La Busta Sul Tavolo-tantan - Chainityai

Voleva Mandarlo Via, Poi Vide La Busta Sul Tavolo-tantan

Volevo chiedere al mio inquilino di andarsene quella mattina, finché non vidi cosa aveva lasciato sul tavolo.

Avevo preparato tutto nella mia testa prima ancora di scendere le scale.

La moka aveva borbottato piano in cucina, il caffè era rimasto amaro sulla lingua e il cortile aveva quell’aria fredda delle mattine in cui ogni rumore sembra più netto del solito.

Image

Il cancelletto cigolava, una bicicletta appoggiata al muro aveva la catena sporca, e io tenevo la chiave di riserva nella tasca del cardigan come se fosse una cosa più pesante del ferro.

Non volevo litigare.

Non volevo umiliare nessuno.

Volevo soltanto una risposta.

Da anni affitto il piccolo bilocale al piano terra della mia casa, in un paese non lontano da Modena.

Non è un appartamento elegante.

Ha una cucina piccola, una camera, un bagno stretto e un ingresso separato.

Però è pulito, tranquillo, e per una persona sola può bastare.

Dopo la morte di mio marito, quella casa mi sembrava diventata enorme.

Non perché fossero aumentate le stanze, ma perché era aumentato il silenzio.

All’inizio raccontavo alle persone che affittavo il piano terra per arrotondare la pensione.

Era vero.

La pensione basta quando non succede niente, ma una casa vecchia fa succedere sempre qualcosa.

Una perdita sotto il lavello.

Una bolletta più alta del previsto.

Il cancello che si blocca.

Una tapparella che scende storta.

Un tecnico che guarda, sospira e poi ti dice una cifra con la voce di chi sa già che ti farà male.

Ma la verità più profonda era un’altra.

Mi faceva bene sentire qualcuno rientrare.

Il rumore di una chiave nella serratura.

Una luce accesa dietro una finestra.

Un saluto nel cortile.

Un “buongiorno, signora Lidia” detto senza invadenza, come si dice a una persona che vive sola ma non vuole essere trattata come una povera vecchia.

Enea Valli era arrivato con due borsoni, una bicicletta vecchia e una scatola piena di piatti spaiati.

Aveva ventotto anni, magro, educato, sempre un po’ sulle sue.

Non era uno di quei ragazzi che riempiono una casa di rumore.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *