Nel Riflesso Del Salone, Una Madre Vide La Verità Su Sua Figlia-tantan - Chainityai

Nel Riflesso Del Salone, Una Madre Vide La Verità Su Sua Figlia-tantan

Le forbici si fermarono di colpo.

Il riflesso nello specchio rivelò l’orrore.

La nuca di sua figlia nascondeva un segreto terrificante.

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Sua madre capì che era tutta una menzogna.

Fino a quel pomeriggio, avevo creduto di conoscere ogni silenzio di Emma.

Conoscevo il suo modo di chiudere piano la porta della camera quando voleva restare sola.

Conoscevo il suo passo leggero in corridoio, il modo in cui evitava di far rumore la mattina per non svegliarmi.

Conoscevo anche quella testardaggine nuova, quei “non è niente” detti con gli occhi bassi, quella distanza che avevo attribuito all’età.

Dodici anni, mi ripetevo.

Dodici anni sono una soglia strana.

Non sei più bambina, ma non sai ancora come chiamare quello che ti fa paura.

Così mi ero convinta che il suo cambiamento fosse normale.

Mi ero convinta perché era più facile.

Più comodo.

Più sopportabile.

Quel giorno eravamo entrate in un salone di quartiere, uno di quei posti piccoli ma curati, con le sedie lucide, le riviste impilate sul tavolino e l’odore pulito dello shampoo che rimane addosso anche dopo essere usciti.

Fuori c’era l’autunno.

Le foglie gialle si muovevano lungo il marciapiede, spinte da un vento sottile che faceva stringere la sciarpa al collo.

Dentro, invece, tutto sembrava caldo e normale.

Una donna aspettava il suo turno sfogliando distrattamente una rivista.

Una tazzina di espresso era rimasta sul bancone, accanto alla cassa.

La parrucchiera salutò Emma con dolcezza e le chiese quanto volesse tagliare.

Emma rispose appena.

“Solo le punte.”

Io sorrisi per alleggerire.

“Ha paura che le portino via metà testa.”

La parrucchiera rise piano.

Emma no.

Rimase seduta immobile mentre le sistemavano la mantellina nera sulle spalle.

Aveva i capelli lunghi, troppo lunghi per il modo in cui li portava ultimamente, sempre sciolti, sempre davanti al collo, come una tenda.

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