Madre Costretta A Vendere L’Uliveto E Abbandonata Al Mercato-tantan - Chainityai

Madre Costretta A Vendere L’Uliveto E Abbandonata Al Mercato-tantan

In Puglia, Rosa aveva un uliveto che non chiamava mai proprietà.

Lo chiamava memoria.

Ogni albero aveva un segno, una piega nel tronco, una ferita vecchia chiusa dalla corteccia, e lei sapeva riconoscerli anche da lontano.

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Suo padre glielo aveva lasciato senza grandi discorsi, perché certi padri non spiegano l’amore con le parole.

Lo lasciano in una chiave, in un confine di pietre, in una fila di ulivi che resistono al vento.

Rosa era diventata anziana dentro quella certezza.

La casa poteva avere crepe, la moka poteva restare fredda sul fornello, le mani potevano perdere forza, ma l’uliveto c’era.

E finché c’era, lei non era sola.

Suo figlio lo sapeva.

Lo sapeva meglio di chiunque altro, perché da bambino correva tra quegli alberi con le ginocchia sporche e la bocca piena di pane.

Rosa lo aveva cresciuto lì, portandogli acqua fresca nelle giornate calde, rimproverandolo quando spezzava i rami più teneri, sorridendo quando lui diceva che un giorno avrebbe comprato una macchina grande e l’avrebbe portata al mare.

Poi gli anni erano passati.

Lui aveva imparato a parlare in modo più duro.

Aveva imparato a guardare il telefono mentre lei parlava.

Aveva imparato a sospirare quando Rosa ripeteva una domanda.

E soprattutto aveva imparato a chiamare “problema” tutto ciò che per lei era ancora famiglia.

Quella mattina arrivò presto.

Rosa stava sistemando un fazzoletto nella borsa, accanto alle chiavi di casa e a una fotografia consumata di suo padre davanti agli ulivi.

Aveva lasciato la moka sul fornello, ma il caffè non era ancora salito.

Quando sentì bussare, si asciugò le mani sul grembiule e andò ad aprire.

Suo figlio era sulla soglia con le scarpe lucidate, la camicia stirata e un’espressione che voleva sembrare gentile.

In mano aveva un sacchetto del bar.

“Ti ho preso un cornetto,” disse.

Rosa sorrise subito, perché una madre anziana riesce ancora a vedere un gesto d’amore anche quando è solo una copertura.

“Che sorpresa,” rispose.

Lui non entrò davvero.

Restò vicino alla porta, guardando l’orologio.

“Mamma, preparati. Ti porto in città. C’è una cosa da firmare per il sussidio da anziana.”

Rosa si fermò con una mano sul sacchetto.

“Che cosa devo firmare?”

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