Nonna Maria Abbandonata Sul Traghetto In Sardegna Dalla Famiglia-tantan - Chainityai

Nonna Maria Abbandonata Sul Traghetto In Sardegna Dalla Famiglia-tantan

Nonna Maria aveva 87 anni e quella mattina si era messa la sciarpa buona, quella che non pizzicava e non faceva sembrare il collo troppo fragile.

Non voleva che la famiglia la vedesse trascurata.

Aveva controllato la borsa prima di uscire, poi il portafoglio, poi il biglietto del traghetto, piegato in quattro con la cura di chi ha passato una vita a non dare fastidio a nessuno.

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Al bar del porto aveva preso solo un espresso piccolo e mezzo cornetto, perché diceva sempre che alla sua età bisognava stare leggeri quando si viaggiava.

Il nipote aveva guardato l’orologio più volte.

Il figlio aveva risposto a due messaggi senza alzare la testa.

Una nipote aveva sistemato gli occhiali da sole sopra i capelli e aveva detto: “Dai, nonna, oggi siamo tutti insieme. Vedrai che ti farà bene.”

Maria aveva sorriso.

Non perché ci credesse del tutto, ma perché una nonna impara presto a sorridere anche quando sente di essere diventata una presenza tollerata.

Sul traghetto, l’aria sapeva di sale, plastica scaldata dal sole e caffè rimasto nei bicchierini.

Le famiglie occupavano file intere di sedili, i bambini correvano vicino ai finestrini, qualcuno cercava di fotografare il mare senza prendere dentro il riflesso del proprio volto.

Maria si era seduta vicino al corridoio.

Non aveva voluto il posto al finestrino.

“Lascialo ai ragazzi,” aveva detto.

Era una frase che ormai le veniva naturale, quasi automatica.

Lasciare il posto, lasciare il tempo, lasciare l’ultima fetta, lasciare la parola.

Per decenni aveva lasciato qualcosa a qualcuno, convinta che l’amore funzionasse così.

Il traghetto si era mosso con un colpo basso sotto i piedi, e Maria aveva stretto la borsa sulle ginocchia.

Il figlio le aveva chiesto se stava bene senza aspettare davvero la risposta.

Lei aveva detto sì.

Il nipote rideva guardando il telefono.

Una nipote parlava già del ristorante in cui volevano andare una volta scesi.

Maria sentiva parole spezzate: prenotazione, tavolo, pesce, troppo tardi, fame.

Poi il movimento lento del mare, il caldo dietro al vetro e la stanchezza le avevano chiuso gli occhi.

Non fu un sonno profondo.

Fu uno di quei sonni degli anziani, pieni di rumori che entrano nei sogni e restano lì, mescolati al presente.

Sentì passi, voci, il rumore delle borse trascinate.

Sentì qualcuno dire “andiamo”.

Forse, in un punto lontano della mente, pensò che avrebbero aspettato anche lei.

Perché si aspetta una nonna.

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