Pensava Che Il Vecchio Fosse Tirchio, Poi Vide La Verità-tantan - Chainityai

Pensava Che Il Vecchio Fosse Tirchio, Poi Vide La Verità-tantan

Pensavo che il vecchio della casa in fondo alla via fosse solo tirchio.

Poi la mia macchina si fermò davanti al suo cancello.

Mi chiamo Nino, ho ventitré anni, e a quell’età pensi di sapere già riconoscere le persone da due dettagli: come parlano e come trattano chi lavora per loro.

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Io lavoravo in officina di giorno, con le mani sempre graffiate e l’odore di olio motore incollato alla pelle.

La sera consegnavo spesa a domicilio per un piccolo servizio della zona, uno di quei lavori che nessuno sogna, ma che molti fanno perché il mese è lungo e il conto è corto.

Non lo facevo per passione.

Lo facevo perché l’affitto arrivava puntuale, la benzina costava sempre troppo, e la mia utilitaria vecchia sembrava avere un talento speciale per rompersi quando avevo meno soldi.

Ogni martedì, poco dopo le due, sul telefono compariva lo stesso nome.

Signor Bellini.

La prima volta non ci feci caso.

La seconda pensai solo che fosse un cliente abitudinario.

Dopo mesi, invece, quel nome mi bastava per stringere la mascella.

Abitava alla fine di una stradina chiusa, in una casa vecchia con le persiane scolorite e l’intonaco stanco.

Non era una villa elegante, ma aveva ancora qualcosa di dignitoso, come certe persone anziane che escono anche solo per comprare il pane con la camicia stirata e le scarpe pulite.

Il giardinetto davanti era lasciato andare.

L’erba cresceva a ciuffi disordinati, qualche vaso era vuoto, e la cassetta della posta era sempre piena fino all’orlo.

Buste, avvisi, volantini, carta piegata male.

Ogni volta mi dicevo che avrebbe potuto almeno svuotarla, se non altro per non far vedere a tutto il vicinato quella trascuratezza.

A quell’età, giudicavo in fretta.

Mi sembrava una forma di verità.

Il suo ordine, poi, era sempre ridicolo.

Una scatoletta di minestra.

Un rotolo di nastro adesivo.

Un pacco di pile.

Una volta, un solo strofinaccio.

Quel martedì era una lampadina.

Una sola lampadina.

La presi dallo scaffale quasi con rabbia, la feci passare in cassa, infilai lo scontrino nel sacchetto di carta e guardai il totale.

Poco più di due euro.

Mancia zero.

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