Quando Il Padre Sentì Il Piano Di Clara, La Casa Smise Di Respirare-tantan - Chainityai

Quando Il Padre Sentì Il Piano Di Clara, La Casa Smise Di Respirare-tantan

Clara aveva nove anni e a Milano viveva in una casa dove il pianoforte non era considerato uno strumento, ma una prova da superare ogni giorno.

Non le era permesso sedersi davanti ai tasti.

Non le era permesso sollevare il coperchio senza chiedere.

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Non le era permesso nemmeno sfiorare l’avorio con la punta delle dita, se non per pulirlo.

La matrigna glielo ripeteva ogni mattina, con una voce così educata che a chiunque fosse passato dal corridoio sarebbe sembrata quasi gentile.

«Clara, passa bene il panno. Sotto il bordo resta sempre polvere.»

Poi aspettava mezzo secondo, giusto il tempo perché la bambina abbassasse gli occhi, e aggiungeva la frase vera.

«E ricordati: le tue mani sono fatte per pulire, non per suonare.»

La prima volta che Clara l’aveva sentita, aveva pensato di aver capito male.

La seconda volta aveva stretto le dita nel panno.

Dopo un mese, non aveva più fatto domande.

In quella casa tutto aveva un posto preciso.

La moka veniva sciacquata prima che il padre uscisse.

Le tazzine restavano capovolte su un canovaccio pulito.

Le scarpe del padre venivano lucidate la domenica sera.

Le chiavi di famiglia, con un portachiavi consumato, stavano sempre nella ciotola di legno all’ingresso.

Le fotografie della madre di Clara, invece, stavano nel cassetto basso della credenza.

Nessuno diceva che fossero state nascoste.

Si diceva solo che erano state messe via.

La differenza sembrava piccola, ma Clara la sentiva come si sente una porta chiusa dall’interno.

Sua madre aveva suonato quel pianoforte.

Questo Clara lo sapeva non perché qualcuno glielo raccontasse volentieri, ma perché certe cose restano attaccate agli oggetti.

Il legno del piano aveva piccoli segni vicino al leggio.

Sul bordo sinistro c’era una traccia più chiara, come se una mano avesse ripetuto lo stesso gesto per anni.

Dentro la panca c’erano vecchi spartiti senza nome, alcuni ingialliti, altri con angoli piegati.

Ogni volta che Clara li vedeva, provava la sensazione assurda di riconoscere qualcosa che nessuno le aveva insegnato.

Il padre non parlava quasi mai della madre.

Quando Clara gli chiedeva com’era la sua voce, lui rispondeva con frasi brevi.

«Dolce.»

Quando chiedeva se cantava, lui guardava il tavolo.

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