A Palermo L’anziano Preparò La Cena Dell’Eredità Più Crudele-tantan - Chainityai

A Palermo L’anziano Preparò La Cena Dell’Eredità Più Crudele-tantan

A Palermo, il signor Donato non chiamava quasi mai tutta la famiglia insieme.

A 87 anni aveva imparato che certe assenze fanno meno male quando non le conti ad alta voce.

Però quella settimana prese il telefono, cercò i nomi uno per uno e mandò lo stesso messaggio a figli, nipoti, nuore e generi.

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Domenica sera, cena da me.

Devo parlarvi dell’eredità.

Non aggiunse altro.

Non scrisse che gli mancavano.

Non scrisse che aveva passato un altro inverno con la moka preparata per due, anche se nella cucina c’era solo lui.

Non scrisse che la casa, quella casa antica di Palermo piena di fotografie, odore di legno e maniglie di ottone consumate dalle mani di tre generazioni, gli sembrava più grande ogni anno.

Bastò una parola.

Eredità.

In meno di un’ora arrivarono più risposte di quante Donato ne avesse ricevute negli ultimi mesi.

Il figlio maggiore chiese l’orario.

La figlia domandò se fosse una cosa definitiva.

Un nipote scrisse che avrebbe fatto il possibile per esserci, come se stesse concedendo un favore a un vecchio e non rispondendo a un invito di famiglia.

Una nuora aggiunse un cuore alla fine del messaggio, ma Donato lo guardò a lungo senza sorridere.

Lui conosceva il peso dei cuori mandati con il pollice.

Sono leggeri.

La domenica cominciò presto.

Donato si alzò prima del sole, anche se nessuno lo aspettava fino alla sera.

Mise l’acqua nella moka, avvitò con calma, accese il fuoco e rimase davanti al fornello a sentire il caffè salire.

Il borbottio gli sembrò una voce familiare.

Per un momento immaginò sua moglie accanto al tavolo, con il grembiule legato in vita e quello sguardo che sapeva capire tutto prima ancora che lui parlasse.

Se fosse stata viva, forse gli avrebbe detto di non umiliarli.

O forse avrebbe apparecchiato insieme a lui, in silenzio, perché anche lei aveva visto abbastanza sedie vuote.

Donato bevve l’espresso in piedi, lentamente.

Poi lucidò le scarpe nere.

Non perché dovesse uscire.

Perché quella sera voleva presentarsi come un uomo, non come un vecchio da spartire.

Scelse una camicia chiara, passò una mano sui capelli radi e sistemò un fazzoletto pulito nel taschino.

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