Il Biglietto Strappato Che Un Bambino Di Bari Non Lasciava Mai-tantan - Chainityai

Il Biglietto Strappato Che Un Bambino Di Bari Non Lasciava Mai-tantan

A Bari, Leo aveva imparato a proteggere una cosa piccolissima come se fosse l’ultima parte intera della sua vita.

Non era un giocattolo.

Non era una foto.

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Era mezzo biglietto del circo, strappato di traverso, consumato sui bordi, piegato tante volte da sembrare più fragile della carta velina.

Lo teneva nella tasca destra dei pantaloni, sempre nella stessa posizione, con il lato stampato verso l’interno e il bordo rotto verso il cuore.

Sua madre se ne accorgeva ogni mattina.

La moka iniziava a borbottare sul fornello, il profumo del caffè riempiva la cucina, e Leo si sedeva al tavolo con la cura di chi deve compiere un lavoro importante.

Prima guardava il biglietto.

Poi guardava il rotolo di nastro trasparente.

Poi appoggiava entrambe le mani sul tavolo, come se stesse chiedendo il permesso a qualcosa di invisibile.

«Oggi forse viene meglio», diceva.

Sua madre annuiva.

Non perché ci credesse.

Perché certe bugie, quando sono state piantate nel cuore di un bambino, non si strappano via con la forza.

Il padre di Leo gli aveva lasciato quel mezzo biglietto prima di sparire dalla loro casa.

Non gli aveva lasciato una promessa chiara.

Gli aveva lasciato un compito.

«Quando lo riattacchi bene, torno e ti porto al circo», aveva detto.

Leo aveva sette anni.

A sette anni, una frase detta da un padre può diventare una legge più forte del buon senso.

Così il bambino aveva creduto che il ritorno di suo padre dipendesse dalla precisione delle sue dita.

Se il nastro faceva una piega, era colpa sua.

Se la colla macchiava la carta, era colpa sua.

Se il bordo non combaciava, voleva dire che non aveva provato abbastanza.

Sua madre lo vedeva ripetere quel rito ogni giorno e sentiva qualcosa rompersi in un punto del corpo che non sapeva nominare.

C’era la cucina pulita.

C’erano le scarpe sistemate vicino alla porta.

C’era una sciarpa piegata sullo schienale di una sedia.

C’erano i gesti piccoli di una donna che cercava di tenere in piedi la dignità della casa, anche quando dentro tutto tremava.

Fuori, la vita continuava con il suo rumore normale.

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