Il Quaderno Di Lia Nascondeva Una Frase Che Spezzò La Maestra-tantan - Chainityai

Il Quaderno Di Lia Nascondeva Una Frase Che Spezzò La Maestra-tantan

A Bologna, Lia aveva 8 anni e scriveva come se la carta le facesse paura.

Non era una grafia brutta, né disordinata, né infantile nel modo in cui gli adulti perdonano ai bambini le lettere storte.

Era una grafia che si ritirava.

Image

Ogni parola sembrava chiedere permesso prima di esistere.

Ogni frase occupava un angolo, poi un angolo dell’angolo, poi una striscia sottile vicino al margine, dove il bianco del foglio continuava a comandare.

La maestra se ne accorse in una mattina grigia, una di quelle in cui i bambini entrano in classe con le guance fredde, le sciarpe ancora attorcigliate e un odore lontano di cornetto e caffè rimasto addosso ai genitori che li hanno accompagnati.

Lia entrò senza fare rumore.

Appese lo zaino.

Sedette.

Tirò fuori il quaderno con una cura quasi adulta.

Poi prese la matita e cominciò.

Il rumore era minimo, un graffio leggero, quasi un insetto sulla pagina.

La maestra passò tra i banchi e vide gli altri bambini riempire le righe con le loro lettere grandi, impazienti, vive.

Qualcuno dimenticava gli accenti.

Qualcuno faceva le “a” come palloncini schiacciati.

Qualcuno lasciava macchie di gomma e segni pesanti perché scrivere, a quell’età, è anche lasciare tracce.

Lia invece non lasciava tracce.

O meglio, le lasciava così sottili che sembravano già cancellate.

La maestra si fermò accanto al banco.

“Va tutto bene, Lia?”

La bambina annuì senza guardarla.

Era un sì piccolo come la sua scrittura.

La maestra non insistette davanti agli altri.

Prese nota con gli occhi, come fanno gli adulti che capiscono che certe paure si chiudono se vengono illuminate troppo presto.

Nel pomeriggio, quando l’aula si svuotò e i passi dei bambini sparirono nel corridoio, la maestra riaprì il quaderno di Lia.

Lo mise sulla cattedra.

La data era ordinata.

Il titolo era copiato correttamente.

Sotto, però, c’erano frasi così minute che bisognava chinarsi fino quasi a sfiorare la pagina.

La maestra avvicinò il foglio alla finestra.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *