A Verona, La Bambina Vietata Dal Secondo Piano Scoprì La Verità-tantan - Chainityai

A Verona, La Bambina Vietata Dal Secondo Piano Scoprì La Verità-tantan

A Verona, Chiara aveva sette anni e una regola più grande di lei.

Non doveva salire al secondo piano.

La casa era antica, con scale di legno, muri spessi e porte che sembravano trattenere il respiro.

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Al mattino, prima ancora che la luce entrasse bene dalle finestre, Chiara sentiva la moka borbottare in cucina.

Quel suono le piaceva.

Le faceva credere che la giornata sarebbe stata normale.

Sua madre si muoveva sempre con gesti precisi, come se qualcuno la stesse osservando anche quando erano sole.

Piegava il grembiule, sistemava il foulard, controllava le scarpe vicino alla porta e poi apriva le imposte.

Dalla strada arrivavano voci basse, passi, il rumore di una serranda che si alzava.

Verona fuori sembrava tranquilla.

Dentro quella casa, invece, c’era una scala che Chiara non poteva guardare troppo a lungo.

La scala saliva dal centro dell’ingresso e curvava verso un corridoio più buio.

Di giorno sembrava solo una parte della casa.

Di sera sembrava una gola aperta.

La madre non le aveva mai dato una spiegazione normale.

Non aveva detto che il pavimento era pericolante.

Non aveva detto che c’erano scatole vecchie, polvere o mobili da non toccare.

Aveva detto una frase che a Chiara era entrata nella pelle.

“Lassù vengono tenuti per sempre i bambini cattivi.”

La prima volta, Chiara aveva smesso di respirare.

Aveva guardato i gradini come se potessero muoversi da soli.

Poi aveva chiesto, con la voce sottile di chi vuole solo essere rassicurato, se davvero i bambini potessero restare chiusi per sempre.

La madre aveva continuato ad asciugare una tazzina da espresso.

“Solo quelli che non ascoltano.”

Da quel giorno, Chiara ascoltò sempre.

Ascoltò quando le veniva detto di lavarsi le mani.

Ascoltò quando le veniva detto di non correre in corridoio.

Ascoltò quando la madre la correggeva davanti agli altri con un sorriso leggero e gli occhi duri.

Ma soprattutto ascoltò i rumori del secondo piano.

Perché il secondo piano non era mai davvero silenzioso.

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