Il Dolce Del Giovedì Che Sua Moglie Non Riusciva Più A Ricordare-tantan - Chainityai

Il Dolce Del Giovedì Che Sua Moglie Non Riusciva Più A Ricordare-tantan

Ogni giovedì, poco dopo le otto, il signor Rinaldi entrava nella nostra piccola panetteria con caffè come se stesse arrivando a un appuntamento importante.

Non correva mai, perché a ottantasei anni le ginocchia gli chiedevano pazienza e il bastone, quando lo portava, batteva appena sul pavimento.

Eppure non arrivava mai in ritardo.

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Il cappotto grigio era sempre lo stesso, vecchio ma spazzolato, con il colletto sistemato bene e le tasche appena gonfie.

Le scarpe erano lucidate.

Non eleganti, non nuove, ma curate.

C’era in quel modo di presentarsi una forma di rispetto che non aveva bisogno di essere spiegata.

In una cittadina dell’Emilia, dove la gente si riconosce dal passo prima ancora che dal nome, certe abitudini diventano parte del paesaggio.

Il fornaio che solleva la serranda.

La moka lasciata sul fornello prima di uscire di casa.

Il primo espresso bevuto al banco, in piedi, con due parole sul tempo e una moneta già pronta tra le dita.

E poi il signor Rinaldi.

Sempre di giovedì.

Sempre con Teresa.

Lei camminava accanto a lui con un golfino chiaro e una borsetta scura che stringeva come se dentro ci fosse qualcosa di molto prezioso.

A volte il foulard le scivolava un po’ sulla spalla e lui glielo aggiustava senza farle notare nulla.

Non era un gesto romantico nel modo in cui lo immaginano i ragazzi.

Era più lento, più necessario, quasi invisibile.

Lui non la prendeva per mano con forza.

Le offriva la mano.

C’era una differenza.

La teneva come si tiene una persona amata quando si sa che il mondo, all’improvviso, può diventare troppo grande anche dentro una stanza piccola.

La nostra panetteria aveva tre tavolini vicino alla vetrina, il banco del pane, una macchina del caffè che sbuffava più forte nei mattini freddi e una mensola dove tenevamo i sacchetti di carta.

Niente di speciale.

Eppure per qualcuno ogni posto semplice può diventare un archivio di vita.

Teresa guardava tutto come se lo vedesse per la prima volta.

Il cestino dei grissini.

Le sedie.

La porta.

Il vetro della vetrina.

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