A Roma Il Regalo Del Battesimo Aprì Il Segreto Più Crudele-tantan - Chainityai

A Roma Il Regalo Del Battesimo Aprì Il Segreto Più Crudele-tantan

Giulio aveva sette anni e quel mattino gli avevano detto tre volte di non stropicciarsi la camicia.

Era bianca, rigida sul collo, con i bottoni chiusi fino in alto e le maniche tirate bene sui polsi.

Le scarpe nere erano state lucidate da suo padre la sera prima, non per lui, pensò Giulio, ma perché quel giorno nessuno doveva trovare niente da criticare.

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In cucina, prima di uscire, la moka aveva borbottato piano sul fornello.

La matrigna aveva bevuto il caffè in piedi, già vestita, già profumata, già tesa come se la giornata fosse un esame da superare davanti a tutta la famiglia.

Il neonato dormiva nella carrozzina, avvolto in una copertina chiara.

Tutti gli parlavano con voce dolce.

A Giulio, invece, venivano date istruzioni.

“Non correre.”

“Non toccare.”

“Non fare domande.”

Lui annuiva ogni volta, perché aveva imparato che in quella casa l’obbedienza era l’unico modo per non diventare un problema.

Suo padre gli sistemò una ciocca di capelli con un gesto veloce.

Per un secondo Giulio sentì il calore di quella mano e si illuse che fosse ancora come prima.

Prima della nuova moglie.

Prima del nuovo bambino.

Prima di quella frase che nessuno diceva apertamente, ma che sembrava appesa in ogni stanza: Giulio apparteneva a una vita vecchia, e la vita vecchia era qualcosa da coprire.

Il tragitto verso la chiesa fu breve e silenzioso.

Roma scorreva fuori dal finestrino con la sua luce chiara, ma Giulio guardava soprattutto le mani di suo padre sul volante.

Una volta, quando era più piccolo, suo padre gli teneva la mano attraversando la strada anche se non passavano macchine.

Ora teneva entrambe le mani ferme, come se avesse paura di distrarsi.

La matrigna, seduta davanti, controllava il telefono.

Ogni tanto si voltava verso il neonato e sorrideva.

Mai verso Giulio.

Quando arrivarono, c’erano già parenti fuori dall’ingresso.

Donne con foulard leggeri, uomini con giacche scure, scarpe pulite, sorrisi pronti.

Qualcuno si chinò sulla carrozzina.

“Che amore.”

“È uguale al papà.”

“Finalmente una giornata felice.”

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