Nonna Carmela Dormiva Sotto Le Scale, Ma La Casa Era Sua-tantan - Chainityai

Nonna Carmela Dormiva Sotto Le Scale, Ma La Casa Era Sua-tantan

A Napoli, Nonna Carmela aveva ottantatré anni e una stanza tutta sua.

Non era grande.

Non aveva mobili costosi.

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C’era un letto basso, un comodino, una sedia di legno e una fotografia del marito in una cornice consumata.

Per lei bastava.

Quella stanza era il posto dove piegava lo scialle prima di dormire.

Era il posto dove teneva le chiavi della casa in un cassetto, avvolte in un fazzoletto bianco.

Era il posto dove, nelle mattine lente, si sedeva sul bordo del letto e ascoltava la moka borbottare in cucina prima che qualcuno le chiedesse qualcosa.

Poi, poco a poco, quella stanza smise di essere sua.

Prima arrivarono le scatole del nipote.

Poi arrivò uno specchio grande, appoggiato alla parete come se fosse sempre stato previsto.

Poi una panca.

Poi i pesi.

Poi un tappetino nero srotolato sul pavimento, proprio dove Carmela metteva le ciabatte.

Nessuno le chiese davvero se fosse d’accordo.

Le dissero che era temporaneo.

Le dissero che bisognava fare spazio.

Le dissero che lei ormai aveva bisogno di poco.

Carmela capì in silenzio che quando una famiglia comincia a misurare una madre in centimetri, ha già dimenticato quanto le deve.

Il giorno in cui le tolsero il letto, lei rimase sulla soglia con le mani intrecciate davanti alla pancia.

Il figlio supervisionava tutto come se fosse un piccolo trasloco ordinario.

Il nipote rideva, soddisfatto, spiegando dove avrebbe messo gli attrezzi.

La nuora spolverava il comodino prima di portarlo via, ma non guardò Carmela negli occhi.

La fotografia del marito fu appoggiata per terra.

Questo fu il gesto che fece tremare il mento alla vecchia.

Non il letto smontato.

Non la coperta piegata in fretta.

Non le sue medicine messe in una busta.

La foto per terra.

Carmela si chinò lentamente per prenderla.

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