Il Bambino Di Parma Che Nascondeva Fagioli Nella Tasca-tantan - Chainityai

Il Bambino Di Parma Che Nascondeva Fagioli Nella Tasca-tantan

A Parma, Andrea, 6 anni, nascondeva sempre qualche fagiolo secco nella tasca della giacca.

La matrigna sorrideva ai vicini: “È strano, gli piace raccogliere spazzatura.”

Lo diceva con una leggerezza studiata, una di quelle frasi che sembrano proteggere un bambino e invece lo isolano davanti a tutti.

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Nel cortile del palazzo, quando il mattino aveva ancora odore di caffè e pane caldo, Andrea passava con la testa bassa e la giacca chiusa anche nelle giornate miti.

Aveva sei anni, ma camminava come un adulto che non vuole disturbare.

Non correva verso il portone, non saltava sui gradini, non faceva domande a voce alta.

Si limitava a infilare una mano nella tasca destra, controllare qualcosa, poi proseguire.

Alcuni vicini lo notavano.

La signora del secondo piano diceva che era un bambino educato.

Un uomo che usciva presto per andare al lavoro diceva che era troppo silenzioso.

La matrigna, invece, aveva sempre pronta la spiegazione.

“È un po’ strano, poverino. Raccoglie cose da terra, se le mette nelle tasche. Con i bambini bisogna avere pazienza.”

Poi sorrideva.

Il sorriso era pulito, quasi elegante.

Di quelli che non chiedono di essere creduti, perché danno per scontato che lo saranno.

Andrea non correggeva nessuno.

Quando qualcuno rideva, lui stringeva la tasca.

Dentro c’erano fagioli secchi.

Piccoli, duri, leggeri.

Per gli altri erano sporcizia.

Per lui erano memoria.

La nonna materna non lo vedeva tutti i giorni.

Da quando la madre di Andrea non c’era più, le visite erano diventate una specie di concessione, sempre decisa dagli adulti, sempre con un orario, sempre con un tono di favore.

La matrigna diceva spesso che il bambino doveva avere stabilità.

Diceva che troppi ricordi lo agitavano.

Diceva che la nonna, con il suo modo tenero e apprensivo, rischiava di viziarlo.

La nonna ascoltava e taceva, perché aveva imparato che in certe famiglie la verità non entra se prima non le apri una fessura con delicatezza.

Ma ogni volta che vedeva Andrea, qualcosa in lui le sembrava più piccolo.

Non più magro soltanto.

Più trattenuto.

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