Due Scarpe Sinistre, Un Video Crudele E Quel Fascicolo Nel Cofano-tantan - Chainityai

Due Scarpe Sinistre, Un Video Crudele E Quel Fascicolo Nel Cofano-tantan

Signor Michele non era un uomo che usciva di casa in disordine.

A 86 anni poteva dimenticare dove aveva appoggiato gli occhiali, poteva chiedere due volte la stessa cosa durante il pranzo, poteva fermarsi più a lungo davanti alla finestra quando la strada di Bari si riempiva di voci del mattino.

Ma le scarpe, quelle no.

Image

Le scarpe erano sempre pulite, sempre accoppiate, sempre lasciate vicino alla porta con le punte rivolte nella stessa direzione.

Diceva che un uomo può essere povero, stanco o vecchio, ma non deve mai presentarsi al mondo come se non avesse più rispetto per se stesso.

Quella mattina, però, quando infilò i piedi nelle scarpe, qualcosa gli parve strano.

La pelle stringeva in un punto sbagliato.

Il tallone non scendeva come doveva.

Il piede destro protestò con un dolore sottile, come una domanda che il corpo gli faceva prima della mente.

Lui si sedette un momento sulla sedia dell’ingresso, accanto al mobile dove stavano le chiavi di famiglia, una piccola cornice con una foto vecchia e una sciarpa piegata con cura.

Provò a sistemare la scarpa con le dita.

La casa era silenziosa.

Dalla cucina arrivava l’odore della moka, ormai tiepida, e dalla strada salivano i rumori del bar che cominciava a servire i primi espressi.

Signor Michele pensò che forse era solo il freddo nelle ossa.

Pensò che a 86 anni il corpo diventa una stanza piena di porte che cigolano.

Così si alzò.

Prese le chiavi, mise la sciarpa e aprì il portone.

Fu il primo passo sul marciapiede a tradirlo.

Il piede destro non trovò il suo posto.

La punta urtò contro l’altra.

Il corpo oscillò.

Signor Michele allungò una mano verso il muro, e in quel momento sentì una risata.

Non una risata sorpresa.

Una risata pronta.

Il nipote era già lì, a pochi passi, con il telefono sollevato e l’obiettivo puntato sul nonno.

La luce del mattino gli colpiva lo schermo.

La registrazione era partita prima ancora che Signor Michele uscisse del tutto.

Sul video sarebbe rimasto l’orario, 08:17, e anche il tremolio della mano del ragazzo, non per paura ma per eccitazione.

«Nonno, guarda i piedi.»

Signor Michele abbassò gli occhi.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *