Il Bambino Che Vendeva Ritratti Della Madre Finché Una Turista Impallidì-tantan - Chainityai

Il Bambino Che Vendeva Ritratti Della Madre Finché Una Turista Impallidì-tantan

Nico aveva 8 anni e disegnava sua madre ogni giorno.

Non lo faceva perché qualcuno glielo chiedesse.

Lo faceva perché aveva paura di dimenticarla.

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La mattina, quando Firenze cominciava appena a riempirsi di passi e il rumore delle tazzine arrivava dal bar sotto casa, lui si sedeva al tavolo della cucina con il quaderno aperto.

La moka restava sul fornello, spesso fredda, perché sua zia diceva sempre che non c’era tempo da perdere con certe abitudini lente.

Nico, però, aveva bisogno di lentezza.

Aveva bisogno di ricordare prima gli occhi, poi la curva del sorriso, poi quella piccola ombra vicino alla guancia che nessun altro avrebbe saputo disegnare bene.

Ogni ritratto iniziava nello stesso punto.

Dal collo.

Sua madre portava sempre una collana sottile, con un piccolo pendente che a Nico sembrava una goccia di luce.

A volte lo faceva rotondo, a volte un po’ storto, perché la mano di un bambino non obbedisce sempre al cuore.

Ma non dimenticava mai di metterlo.

Quella collana era diventata la sua firma segreta.

La zia lo osservava dalla porta, con le braccia incrociate e il foulard già annodato bene.

All’inizio non diceva niente.

Poi, un giorno, prese un foglio dal tavolo senza chiedere permesso.

Nico alzò lo sguardo di scatto.

“È bello,” disse lei.

Non lo disse con tenerezza.

Lo disse come si guarda una cosa che può servire.

Nico sorrise appena, perché non era abituato a ricevere complimenti da lei.

“Posso tenerlo?” chiese.

La zia non rispose subito.

Girò il disegno verso la luce della finestra, controllò le linee, passò un dito sul volto della donna disegnata e poi guardò Nico come se lo stesse misurando.

“Ne puoi fare altri.”

Quelle parole gli fecero più paura di un rimprovero.

Perché sua madre non era “altri”.

Sua madre era una sola.

Da quando gli avevano detto che era morta, tutto in casa era cambiato.

Le sue fotografie erano state tolte dal mobile.

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