Rosa E La Luce Del Magazzino Che Tradì La Matrigna-tantan - Chainityai

Rosa E La Luce Del Magazzino Che Tradì La Matrigna-tantan

Rosa aveva 7 anni e conosceva già il rumore di una cena a cui non era invitata.

Non perché la porta fosse chiusa.

Era peggio.

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La porta era aperta, il cortile era pieno di voci, il tavolo lungo era ancora caldo di pane, bicchieri e piatti, e lei poteva vedere tutto dalla cucina mentre l’acqua del lavello le gelava le dita.

In Puglia, quella sera, la casa sembrava bella da fuori.

Le sedie in cortile erano sistemate bene, le scarpe degli adulti erano pulite, la tovaglia era stesa con cura, e persino la moka sul fornello sembrava dire che tutto fosse normale.

Ma Rosa sapeva che le case non mentono con le pareti.

Mentono con le persone che ci vivono dentro.

La matrigna entrò in cucina senza fretta.

Aveva il passo leggero di chi non vuole farsi sentire dagli altri, ma vuole farsi capire da una sola persona.

Rosa stava lavando i piatti.

Le maniche le scivolavano sempre giù, il sapone le pungeva le mani, e sul bordo del lavello c’era un bicchiere con l’impronta di rossetto che lei non osava strofinare troppo forte.

«Lavora, non sognarti di fare la signorina.»

La frase non fu urlata.

Fu peggio.

Fu detta piano, con la sicurezza di chi sa che nessuno verrà a controllare.

Rosa guardò il suo riflesso nel vetro scuro della finestra.

Sembrava più piccola di quanto fosse.

Dietro di lei, dal cortile, arrivò la voce di suo padre.

Rideva.

Non rideva di lei, e forse per questo faceva ancora più male.

Lui non vedeva.

Non vedeva i piatti lasciati sempre a Rosa, le briciole fatte cadere apposta sotto la sua sedia, le tovagliette date a tutti tranne che a lei, le frasi dette quando non c’erano testimoni.

La matrigna non era crudele davanti agli altri.

Davanti agli altri era perfetta.

Sapeva portare il pane in tavola con un sorriso, sapeva dire ‘Buon appetito’ al momento giusto, sapeva appoggiare una mano sulla spalla di Rosa quando suo padre entrava, come se quella mano fosse protezione e non controllo.

Quella sera accadde proprio così.

Il padre di Rosa entrò in cucina con un piatto vuoto.

Vide sua figlia al lavello e sorrise stanco.

«Ancora qui, piccola?»

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