Il Codice Segreto Di Luca Sulle Pagine Appese Al Muro-tantan - Chainityai

Il Codice Segreto Di Luca Sulle Pagine Appese Al Muro-tantan

A Bologna, Luca aveva otto anni quando imparò che una frase può fare più rumore di uno schiaffo.

Ogni sera, dopo cena, sua madre gli metteva davanti un quaderno a righe, una penna blu e una consegna che nessun bambino dovrebbe ricevere.

Doveva scrivere duecento volte: “Non merito di essere amato se faccio soffrire la mamma.”

Image

Non una volta.

Non dieci.

Duecento.

La cucina era sempre in ordine, come se l’ordine potesse cancellare quello che accadeva dentro casa.

La moka restava sul fornello, spesso già fredda, e sul tavolo non c’erano briciole, macchie o piatti fuori posto.

Sua madre amava dire che una casa dice tutto di una famiglia.

Per questo lucidava le superfici, allineava le scarpe all’ingresso, sistemava le vecchie foto negli stessi punti e parlava a voce bassa anche quando feriva.

Fu proprio la voce bassa a spaventare Luca più di tutto.

Quando un adulto urla, un bambino può almeno capire che qualcosa è esploso.

Quando un adulto parla piano mentre ti spezza, tu cominci a pensare che forse è normale.

La prima sera, Luca rimase seduto con la penna in mano e guardò la frase scritta in alto alla pagina.

Le parole gli sembravano troppo grandi per lui.

Non merito.

Amato.

Faccio soffrire.

Mamma.

Chiese solo una cosa.

“Devo scriverla tutta?”

Sua madre non alzò nemmeno gli occhi.

“Tutta. Ogni volta. Così capisci.”

Luca abbassò la testa e cominciò.

All’inizio le righe erano ordinate, come quelle che faceva a scuola.

Poi la mano iniziò a fargli male.

La punta della penna lasciava solchi sempre più pesanti.

Le lettere si stringevano, si accavallavano, si inclinavano come se anche loro volessero scappare dalla pagina.

Sua madre se ne accorse.

“Non fare il furbo,” disse.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *