L’Anziano Del Caffè A Credito Che Salvò Un Uomo A Napoli-tantan - Chainityai

L’Anziano Del Caffè A Credito Che Salvò Un Uomo A Napoli-tantan

A Napoli, il piccolo banco del signor Antonio non era il posto più elegante della strada, ma era quello davanti al quale la gente rallentava sempre un poco.

Non per la bellezza dell’insegna, perché non ce n’era una davvero importante.

Non per i tavolini, perché quasi tutti bevevano in piedi, con il gomito vicino al bancone e la tazzina calda tra le dita.

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Rallentavano per quel cartello.

Era scritto a mano, con lettere semplici, leggermente storte, appeso accanto alla cassa dove il vapore dell’espresso lo aveva ingiallito negli angoli.

“Ai chưa có tiền, cứ uống trước.”

Chi non aveva soldi poteva bere prima.

Antonio aveva settant’anni e non si vergognava di quel cartello.

Anzi, ogni mattina lo sistemava prima ancora di controllare la cassa.

Passava un panno pulito sul bancone, allineava le tazzine, guardava la macchina del caffè che cominciava a scaldarsi e poi, quasi senza accorgersene, alzava gli occhi su quelle parole.

C’era chi diceva che fosse una frase bella solo da leggere.

C’era chi entrava, prendeva un espresso, pagava, e prima di uscire mormorava che Antonio aveva ancora il cuore di una volta.

C’era anche chi rideva.

Rideva piano, mai troppo forte, perché davanti a un uomo anziano si mantiene sempre un minimo di rispetto, almeno in apparenza.

Ma Antonio sentiva tutto.

Sentiva le battute sul fatto che la fiducia non riempie il cassetto.

Sentiva i commenti di chi diceva che a essere troppo buoni si finisce per essere sciocchi.

Sentiva persino il silenzio di quelli che avevano approfittato di lui e poi non erano più tornati.

Perché era successo molte volte.

Un uomo entrava con la faccia stanca, diceva di aver dimenticato il portafoglio, beveva un caffè e prometteva di passare il giorno dopo.

Il giorno dopo non arrivava.

Una donna con una borsa consumata chiedeva un espresso e assicurava che avrebbe pagato appena possibile.

Spariva per settimane.

Un ragazzo una volta aveva persino preso due caffè, uno per sé e uno per un amico fuori dalla porta, e poi aveva fatto finta di non conoscere più Antonio quando lo aveva incrociato per strada.

Gli altri commercianti lo sapevano.

Qualcuno lo compativa.

Qualcuno lo rimproverava con affetto, come si rimprovera un parente testardo che non vuole proteggersi.

“Antonio, toglilo quel cartello,” gli dicevano.

Lui alzava le spalle.

“E poi?” domandava.

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