A Genova, Nonna Marta Trovò Famiglia In Una Stanza D’Ospedale-tantan - Chainityai

A Genova, Nonna Marta Trovò Famiglia In Una Stanza D’Ospedale-tantan

27. Un’anziana si sedette accanto a un malato sconosciuto a Genova

Nonna Marta aveva 88 anni e una maniera antica di entrare nei luoghi.

Prima si aggiustava la sciarpa, poi controllava che le scarpe fossero pulite, poi diceva “Permesso” anche quando nessuno sembrava ascoltare.

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Quel mattino era andata in ospedale a Genova per un controllo di routine.

Niente di drammatico, le avevano detto.

Solo qualche esame, un’attesa, una firma, una pressione misurata due volte perché alla prima il bracciale si era chiuso male.

Lei aveva annuito, come annuiva sempre davanti alle cose inevitabili.

Nella borsa aveva messo il giornale del giorno, un fazzoletto stirato, una bottiglietta d’acqua e le chiavi di casa.

Quelle chiavi pesavano più del metallo.

Erano le chiavi di un appartamento dove nessuno le chiedeva più a che ora sarebbe tornata.

Marta non si lamentava mai di questo.

Certe solitudini, quando diventano vecchie, imparano a sedersi dritte e a non disturbare.

All’ospedale, il corridoio profumava di disinfettante e caffè preso in fretta.

Ogni tanto passava un’infermiera con una cartella sotto il braccio.

Ogni tanto una famiglia entrava con un sacchetto, una sciarpa, un telefono in mano, una voce troppo alta per nascondere la paura.

Marta osservava tutto senza fissare nessuno.

Aveva imparato che negli ospedali gli occhi possono diventare invadenti.

Si sedette vicino alla finestra del corridoio e aspettò il suo turno.

Di fronte a lei, una porta restava socchiusa.

Dentro c’era un letto, un comodino, un televisore acceso senza volume.

E c’era un uomo anziano che non guardava il televisore.

Guardava la porta.

Non la guardava con curiosità.

La guardava con quella speranza sottile che quasi si vergogna di esistere.

Ogni volta che qualcuno passava, lui alzava appena il volto.

Ogni volta che la persona proseguiva, il suo mento scendeva di nuovo verso il petto.

Marta abbassò gli occhi sul giornale.

Provò a leggere il titolo in prima pagina, ma le lettere le si confusero.

Lei conosceva quel gesto.

Lo conosceva dalla sua cucina, quando il rumore dell’ascensore si fermava al piano e lei tratteneva il respiro.

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