A Roma Un Vecchio Diede Le Sue Monete A Una Donna Senza Portafoglio-tantan - Chainityai

A Roma Un Vecchio Diede Le Sue Monete A Una Donna Senza Portafoglio-tantan

A Roma, vicino all’ingresso di una stazione ferroviaria, Signor Fabrizio aveva imparato a riconoscere le persone dal passo.

Chi correva guardando l’orologio non comprava mai nulla.

Chi rallentava davanti al bar per un espresso poteva forse lasciare qualche centesimo.

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Chi teneva gli occhi bassi spesso aveva già troppi pensieri per accorgersi di un vecchio seduto accanto a una pila di giornali usati.

Fabrizio aveva 84 anni e vendeva vecchi giornali come altri vendono fiori o biglietti della lotteria.

Non era un mestiere vero, almeno non secondo chi passava veloce e non vedeva.

Per lui, invece, era il modo di restare in piedi.

Ogni mattina arrivava con la stessa giacca, lo stesso foulard consumato, gli stessi mocassini lucidati con cura anche quando il cuoio ormai aveva perso forma.

Si sedeva accanto al suo piccolo banco improvvisato, sistemava i giornali in tre mucchi ordinati e posava a destra una scatola di latta.

La scatola faceva un suono particolare.

Non era il suono della ricchezza.

Era il suono della sopravvivenza.

Dentro cadevano monete da 5, 10, 20 centesimi, qualche volta un euro, raramente due.

Fabrizio non le contava davanti agli altri.

Aspettava la fine della giornata, quando la stazione si svuotava un poco e l’aria sapeva di caffè freddo, rotaie calde e carta vecchia.

Allora apriva il coperchio, rovesciava le monete sul giornale più rovinato e le divideva con le dita lente.

Un mucchietto per il pane.

Uno per il biglietto dell’autobus, quando le gambe gli facevano troppo male.

Uno per le medicine.

Quello era sempre il mucchietto più difficile.

Le medicine per il dolore ai nervi costavano più di quanto la sua scatola riuscisse a promettere.

Non erano una cura miracolosa.

Erano solo il confine tra una notte sopportabile e una notte passata a stringere i denti contro il cuscino.

Da qualche mese, quel confine era diventato sottile.

Gli mancavano sempre pochi euro.

Pochi euro sembrano niente a chi paga con una carta senza guardare il totale.

Per Fabrizio, pochi euro erano un gradino che non riusciva a salire.

Non lo raccontava a nessuno.

La dignità, per lui, non era orgoglio vuoto.

Era presentarsi pulito, dire buongiorno, non tendere la mano se poteva ancora vendere qualcosa, anche se quel qualcosa erano giornali che il giorno prima qualcun altro aveva già letto.

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