Le Scarpe Da Colloquio Che Salvarono Una Bottega Di Torino-tantan - Chainityai

Le Scarpe Da Colloquio Che Salvarono Una Bottega Di Torino-tantan

A Torino, il signor Alfredo apriva la sua bottega sempre alla stessa ora, anche quando non aveva quasi più clienti.

La serratura faceva un piccolo scatto secco, la saracinesca saliva con un lamento metallico, e l’odore di cuoio vecchio usciva sulla strada prima ancora di lui.

Aveva 82 anni e portava addosso quella cura silenziosa degli uomini che non vogliono disturbare il mondo.

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Camicia pulita, maglione consumato ai gomiti, scarpe sempre lucidate.

Non perché fosse vanitoso.

Perché, per Alfredo, presentarsi bene era una forma di rispetto.

La bottega era piccola, così piccola che due persone dovevano voltarsi di lato per non urtarsi.

C’erano scatole di tacchi, rocchetti di filo, barattoli di colla, vecchie forme di legno e una moka appoggiata su un fornellino dietro una tenda leggera.

La moka non serviva solo per bere caffè.

Serviva a dare al mattino un suono familiare.

Quando borbottava, Alfredo riusciva ancora a credere che la giornata avrebbe portato qualcuno.

Un paio di scarpe da risuolare.

Una borsa da cucire.

Una cintura da salvare.

Qualcosa.

Ma da mesi entravano sempre meno persone.

La gente comprava nuovo, buttava in fretta, rimandava le piccole riparazioni, e il lavoro di una vita cominciava a sembrare un mestiere di un altro secolo.

Sul banco, sotto la cassa, Alfredo teneva un foglio piegato in quattro.

Era l’avviso dell’affitto arretrato.

La data era scritta in alto, l’importo sottolineato, la scadenza cerchiata con una matita che lui aveva temperato fino quasi a farla sparire.

Ogni sera, alle 18:07, quando il passaggio fuori diminuiva e la luce entrava di taglio, Alfredo tirava fuori quel foglio e rifaceva i conti.

Tre riparazioni piccole.

Due tacchi.

Un paio di stringhe vendute a una signora che si era scusata di non avere altro da portare.

Non bastava.

Non bastava per l’affitto, non bastava per la colla, non bastava per tenere accesa una bottega che aveva resistito a più inverni di quanti lui riuscisse ormai a contare.

Eppure Alfredo continuava ad aprire.

Passava un panno sul bancone di legno.

Allineava le scarpe ritirate.

Metteva in ordine gli scontrini.

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