La Domanda Del Medico Che Fece Crollare Il Silenzio Di Anita-tantan - Chainityai

La Domanda Del Medico Che Fece Crollare Il Silenzio Di Anita-tantan

A Milano, Anita arrivò alla visita con il cappottino abbottonato fino al collo e le scarpe lucide che sfioravano appena il pavimento quando si sedette.

Aveva sette anni, ma nel modo in cui teneva le mani sulle ginocchia sembrava già abituata a occupare poco spazio.

La madre entrò con lei nella sala visita e disse «Permesso» con un sorriso impeccabile, di quelli che non lasciano una piega fuori posto.

Image

Aveva un foulard sistemato con cura, la borsa stretta al braccio e quella sicurezza educata di chi vuole apparire collaborativa prima ancora che qualcuno le chieda qualcosa.

Il medico salutò entrambe, poi si abbassò appena con la voce.

«Ciao, Anita. Mi racconti tu cosa succede?»

Anita guardò il tavolo.

Sopra c’erano una cartellina, un modulo con l’orario della visita, una penna blu e un piccolo timbro senza nome visibile.

Quelle cose sembravano serie, ordinate, capaci di trattenere le parole meglio di lei.

La bambina aprì la bocca.

«Ha mal di pancia,» disse subito la madre.

Il medico spostò lo sguardo sulla donna, poi tornò alla bambina.

«Va bene. Però vorrei sentirlo da Anita.»

La madre rise piano, non abbastanza forte da sembrare maleducata, ma abbastanza da riempire lo spazio prima della figlia.

«Dottore, lei è molto fantasiosa. A volte inventa. Non lo fa con cattiveria, naturalmente, però non bisogna prenderla troppo alla lettera.»

Anita abbassò il mento.

La madre le mise una mano sopra la mano.

A prima vista poteva sembrare un gesto affettuoso.

Da vicino, però, le dita della bambina si chiusero di scatto.

Il medico prese nota di qualcosa sulla cartellina, senza commentare.

Poi chiese: «Da quanto tempo ti fa male?»

Anita respirò.

La madre strinse appena.

«Da qualche giorno,» rispose la donna. «Ma ripeto, lei esagera molto. Ieri stava benissimo. Ha anche mangiato.»

«Anita,» insistette il medico, «tu cosa senti esattamente?»

La bambina mosse le labbra.

Non uscì niente.

Sua madre le sorrise dall’alto, un sorriso che aveva il tono di una carezza e la forma di un avvertimento.

«Lascia parlare la mamma. Tu ricordi male.»

La frase cadde nella stanza con una leggerezza crudele.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *