A Genova, Un Bambino Di 7 Anni Fu Chiuso Fuori Sotto La Pioggia-tantan - Chainityai

A Genova, Un Bambino Di 7 Anni Fu Chiuso Fuori Sotto La Pioggia-tantan

A Genova, la pioggia cominciò prima che Tommaso finisse di cenare.

Non era una pioggia gentile, di quelle che scivolano sui vetri e sembrano quasi musica.

Era fitta, nervosa, piena di vento, e faceva tremare la ringhiera del balcone come se qualcuno la stesse scuotendo dall’esterno.

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Dentro l’appartamento, invece, tutto sembrava immobile.

La moka era rimasta sul fornello, ormai fredda.

Una tazzina di espresso mezza vuota stava vicino al lavello.

Sul tavolo c’erano un piatto, un tovagliolo piegato male e il bicchiere d’acqua che Tommaso aveva rovesciato senza volerlo.

Aveva sette anni.

Era piccolo abbastanza da credere ancora che un errore potesse essere sistemato dicendo subito scusa.

E lo disse.

“Scusa.”

Lo disse piano, con gli occhi già grandi, mentre l’acqua correva dal bordo del tavolo e cadeva sul pavimento in piccole gocce veloci.

Sua madre si voltò dalla cucina con uno strofinaccio in mano.

Per un secondo, il suo viso fece il gesto naturale di una madre: muoversi, asciugare, calmare, dire che non era niente.

Poi guardò il marito.

Il patrigno di Tommaso non disse subito una parola.

Abbassò gli occhi sulla macchia d’acqua.

Poi li alzò sul bambino.

Il silenzio durò poco, ma in quel poco Tommaso capì già che non sarebbe bastato chiedere scusa.

Aveva imparato a leggere certe pause.

Aveva imparato che una forchetta appoggiata troppo forte, una sedia spostata male, un respiro fatto nel momento sbagliato potevano cambiare l’aria della casa.

Non era sempre stato così.

O almeno, Tommaso ricordava un tempo in cui sua madre rideva più spesso.

Ricordava il rumore della moka al mattino, il profumo del caffè, le sue mani che gli sistemavano il colletto prima di uscire.

Ricordava quando lei gli diceva di mettere bene le scarpe, perché anche per andare a comprare il pane bisognava uscire in ordine.

Poi, poco a poco, il suo sorriso era diventato più prudente.

Le frasi si erano accorciate.

Le carezze erano arrivate solo quando nessuno guardava.

Quella sera, il patrigno fece un sorriso che non aveva niente di allegro.

“Guarda cosa hai fatto.”

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