Bambina Chiusa In Camerino: La Parola Sul Pavimento Cambia Tutto-tantan - Chainityai

Bambina Chiusa In Camerino: La Parola Sul Pavimento Cambia Tutto-tantan

Sofia aveva sei anni e camminava sempre mezzo passo dietro la matrigna.

Non perché qualcuno glielo avesse insegnato con gentilezza, ma perché aveva capito presto che certe donne vogliono essere seguite, non accompagnate.

Quella mattina a Roma il cielo era chiaro e il vetro delle vetrine restituiva immagini lucide, ordinate, quasi senza difetti.

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La matrigna si fermò davanti all’ingresso del negozio di lusso e si sistemò il foulard al collo, controllando il riflesso come se anche il marciapiede dovesse approvarla.

Sofia stringeva lo zainetto con entrambe le mani.

Al cursore della zip pendeva un piccolo cornicello rosso, consumato su un lato dalle dita di una bambina che lo toccava quando aveva paura.

«Dentro non fai storie», disse la donna.

Sofia annuì.

«Non tocchi niente.»

Sofia annuì ancora.

La matrigna la guardò dall’alto, con un sorriso che non arrivava agli occhi.

«E soprattutto non mi fai fare brutta figura.»

Quelle parole, per Sofia, erano più pesanti di qualsiasi rimprovero.

Non sempre capiva che cosa significasse davvero fare brutta figura, ma sapeva riconoscere il momento in cui quella frase diventava una minaccia.

Entrarono.

Il negozio profumava di stoffa nuova, pelle costosa e profumo leggero.

Il pavimento era così lucido che Sofia vide le proprie scarpe riflesse, piccole, pulite, con la punta un po’ consumata.

Suo padre le aveva lucidate la sera prima.

Aveva preso un panno vecchio, si era seduto vicino alla porta e aveva detto che le scarpe curate non servivano a sembrare ricchi, ma a dimostrare rispetto per sé stessi.

Sofia non aveva risposto.

Gli aveva solo guardato le mani.

Mani grandi, lente, pazienti.

Quella mattina lui non era con lei.

La matrigna aveva detto che sarebbe stata una semplice uscita in centro, una cosa da donne, una prova per vedere se Sofia era capace di comportarsi bene.

Sofia avrebbe preferito restare a casa, anche solo accanto alla moka ormai fredda sul fornello, anche solo a guardare la luce entrare in cucina.

Ma non aveva scelto lei.

Una commessa si avvicinò con un sorriso professionale.

«Buongiorno, signora. Posso aiutarla?»

La matrigna cambiò voce.

Diventò morbida, gentile, quasi musicale.

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