A Bologna La Borsa Di Nonna Flora Nascose La Fame Di Intere Famiglie-tantan - Chainityai

A Bologna La Borsa Di Nonna Flora Nascose La Fame Di Intere Famiglie-tantan

A Bologna, la fame non sempre fa rumore.

A volte entra al mercato con scarpe pulite, un cappotto tirato bene sul petto e una borsa vuota che sbatte leggera contro la gamba.

A volte sorride al fruttivendolo, chiede il prezzo delle mele, ringrazia con educazione e poi va via senza comprare nulla.

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Nonna Flora conosceva quel passo.

Lo conosceva perché, molti anni prima, era stato anche il suo.

Aveva 80 anni quando cominciò a presentarsi ogni settimana al mercato con un mucchio di borse di stoffa cucite da vecchie tende.

Non erano eleganti.

Non erano perfette.

Alcune avevano fantasie sbiadite, altre bordi leggermente storti, altre ancora manici rinforzati con pezzi di tessuto diverso.

Ma erano solide.

E costavano pochissimo.

Così poco che i primi giorni qualcuno glielo disse in faccia.

“Flora, così non ci paghi nemmeno il filo.”

Lei sorrideva, sistemava una piega con le dita e rispondeva che il filo, in certe cose, era la parte meno importante.

Il suo banco era piccolo, quasi timido, infilato tra il profumo del pane e le cassette del fruttivendolo.

La mattina, prima che arrivasse troppa gente, Nonna Flora appoggiava accanto alle borse un piccolo espresso preso al bar vicino.

Lo beveva piano, senza fretta, osservando il mercato svegliarsi.

Le serrande salivano con un rumore metallico.

Le cassette venivano spinte sul pavimento.

Le mani dei venditori prendevano pomodori, insalata, arance, finocchi, pane, formaggi, tutto ciò che per qualcuno era normale mettere in tavola e per qualcun altro diventava un calcolo doloroso.

Nonna Flora non guardava solo cosa compravano le persone.

Guardava come non compravano.

C’era chi prendeva in mano un sacchetto di pasta e lo rimetteva a posto dopo aver controllato il portafoglio.

C’era chi chiedeva “quanto viene?” con una voce già pronta a ritirarsi.

C’era chi portava i bambini e diceva loro di non toccare niente, non perché fossero maleducati, ma perché ogni richiesta avrebbe fatto male.

Lei conosceva quel tipo di silenzio.

Lo aveva imparato negli anni in cui anche lei andava al mercato con una borsa vuota.

Allora faceva finta di scegliere.

Sollevava due zucchine, guardava il fondo dei pomodori, chiedeva se il pane fosse fresco.

Poi diceva che sarebbe ripassata più tardi.

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