La Stella Dipinta Da Nonna Pina Sul Regalo Del Padre Povero-tantan - Chainityai

La Stella Dipinta Da Nonna Pina Sul Regalo Del Padre Povero-tantan

A Napoli, la signora Pina aveva imparato a riconoscere il rumore dei compleanni prima ancora di vedere le candeline.

Bastava una risata di bambino sotto la finestra, il fruscio di un sacchetto colorato, un padre che camminava troppo in fretta con una scatola nascosta sotto il braccio.

Lei si fermava sempre.

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Non perché fosse curiosa.

Perché dentro quei rumori c’era tutto quello che la vita non le aveva dato.

Aveva 75 anni, un appartamento piccolo, una moka che metteva sul fuoco ogni mattina anche quando non aveva fame, e una scatola di legno piena di barattolini di colore quasi secchi.

Un tempo quei colori erano stati il suo orgoglio.

Rosso per le ruote dei trenini.

Blu per le barchette.

Giallo per i soli dipinti sugli aeroplanini di legno.

Verde per le finestre delle casette giocattolo.

Aveva passato anni a dipingere oggetti piccoli, destinati a mani piccole, e ogni volta aveva avuto la sensazione di lasciare un frammento di sé in una casa sconosciuta.

Non aveva mai avuto nipoti.

La gente del quartiere lo sapeva, ma nessuno glielo diceva più.

Certe assenze, dopo una certa età, non si nominano.

Si vedono e basta.

Si vedono nel posto vuoto a tavola.

Si vedono nel cassetto dove non ci sono disegni di bambini.

Si vedono nella cura con cui una donna anziana piega la sciarpa vicino alla porta, anche se nessuno entrerà correndo per abbracciarla.

Pina non era una donna amara.

Sorrideva ai bambini, salutava i padri, faceva un cenno alle madri quando passavano davanti al portone.

Se entrava qualcuno, diceva sempre “permesso” anche a casa propria, come se la gentilezza fosse un mobile antico da non rovinare.

Ma nei giorni di compleanno qualcosa le si stringeva nel petto.

Vedeva torte, palloncini, pacchetti, e per un attimo sentiva una gioia vera.

Poi arrivava il dolore.

Non grande, non teatrale.

Un dolore ordinato, composto, con le scarpe pulite e la voce bassa.

Il tipo di dolore che in una casa italiana si impara a servire insieme al caffè, senza farlo notare agli ospiti.

Quella mattina, però, il quartiere sembrava più silenzioso del solito.

La moka borbottò sul fornello e Pina spense il gas con un gesto lento.

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