La Bambina Dei Biglietti Nel Cortile Del Condominio A Milano-tantan - Chainityai

La Bambina Dei Biglietti Nel Cortile Del Condominio A Milano-tantan

Ogni mattina, nel cortile interno di un condominio a Milano, cadevano piccoli pezzi di carta.

Non facevano rumore.

Scivolavano giù dall’alto come briciole leggere, si posavano sul marmo freddo, finivano vicino ai vasi, sotto le cassette della posta, accanto al portone dove la gente passava di corsa con il cappotto chiuso e lo sguardo già pieno di giornata.

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Il portinaio se ne accorse perché era sempre il primo ad arrivare davvero in quel cortile.

Prima dei bambini con gli zaini.

Prima dei genitori con il telefono all’orecchio.

Prima dei vicini che si fermavano al bar per un espresso e tornavano con l’odore del caffè ancora addosso.

All’inizio pensò che fosse spazzatura.

In un condominio, cade di tutto.

Scontrini, fazzoletti, mollette, un bottone, una ricevuta del forno, un disegno piegato in fretta dentro una tasca e poi dimenticato.

Lui raccoglieva, spazzava, rimetteva ordine.

Era il suo lavoro, certo, ma era anche il modo in cui teneva insieme quel piccolo mondo verticale dove tutti sapevano qualcosa di tutti e, allo stesso tempo, fingevano di non sapere niente.

Quel mattino, però, mentre si chinava vicino alla scala di servizio, vide una linea a matita su un frammento.

Era una linea storta.

Poi un’altra.

Non sembrava scrittura da adulto.

Sembrava il tratto incerto di una bambina.

Lo rigirò tra le dita, vide un mezzo quadrato e un piccolo cerchio che poteva essere un occhio, o forse un sole disegnato male.

Stava per buttarlo, poi si fermò.

Lo mise nella tasca della giacca.

Il giorno dopo ne trovò altri due.

Uno era vicino all’ingresso, incollato all’umidità del pavimento.

L’altro era finito sotto lo zerbino di una famiglia del primo piano.

Anche quelli avevano segni a matita.

Un tratto verticale, tre trattini orizzontali, una curva sottile.

Niente che avesse senso da solo.

Ma abbastanza per non sembrare casuale.

Il portinaio li asciugò con delicatezza e li infilò nella stessa tasca.

Poi alzò gli occhi verso le finestre.

Il cortile era chiuso su quattro lati, un quadrato di muri, balconi, tende tirate e piante dimenticate.

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