Il Postino Che Scoprì Le Lettere Rubate A Un Bambino Di 8 Anni-tantan - Chainityai

Il Postino Che Scoprì Le Lettere Rubate A Un Bambino Di 8 Anni-tantan

Federico aveva otto anni e una certezza che gli pesava più dello zaino della scuola.

Suo padre non gli scriveva.

Non lo chiamava nelle parole che contavano.

Image

Non gli mandava un biglietto, una cartolina, un segno qualsiasi per dire che, anche da lontano, si ricordava di lui.

Gli adulti non glielo avevano detto così, naturalmente.

Gli adulti usavano frasi più pulite.

Dicevano che la separazione era difficile.

Dicevano che il padre viveva in un’altra città.

Dicevano che i grandi avevano problemi che i bambini non potevano capire.

Ma Federico non aveva bisogno di capire tutto.

Gli bastava aprire il quaderno la sera, guardare lo spazio bianco accanto ai compiti, e sentire che mancava una voce.

A Torino, nel condominio dove viveva con la matrigna, le mattine cominciavano sempre nello stesso modo.

La moka borbottava in cucina.

La matrigna sistemava la tazzina vicino al lavello, piegava la sciarpa prima di uscire e controllava le scarpe come se il mondo potesse giudicarla dal riflesso sulla punta.

Federico faceva colazione in silenzio.

Non era un silenzio cattivo, almeno non all’inizio.

Era il silenzio di chi ha imparato a non occupare troppo spazio.

Quando il postino suonava, però, quel silenzio cambiava forma.

Il bambino lo sentiva prima ancora che qualcuno parlasse.

Un colpo breve al portone.

Un passo sulle scale.

La borsa della posta che sfiorava il muro.

Poi quella voce di uomo abituato ai pianerottoli, alle porte socchiuse, ai cognomi sui campanelli.

«Posta.»

La prima volta che sentì il proprio nome, Federico lasciò cadere la matita.

Stava finendo un disegno a margine del quaderno.

Non era un disegno importante.

Un bambino, una casa, una strada che andava lontano.

Ma quando il postino disse che c’era una busta per Federico, quel disegno smise di esistere.

Federico si alzò così in fretta che la sedia fece rumore sul pavimento.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *