Il Bambino Che Nascondeva Scontrini Nelle Scarpe A Scuola-tantan - Chainityai

Il Bambino Che Nascondeva Scontrini Nelle Scarpe A Scuola-tantan

Il bambino teneva gli scontrini del supermercato dentro le scarpe.

A Palermo, Salvatore aveva otto anni e camminava come se ogni passo gli costasse un segreto.

Le sue scarpe erano sempre gonfie ai lati, deformate in modo strano, troppo larghe in alcuni punti e troppo tese in altri.

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La maestra se ne accorse in una mattina qualunque, quando l’aula profumava ancora di pavimento lavato e dalla finestra entrava una luce chiara, quasi bianca.

I bambini stavano appendendo gli zaini alle sedie.

Qualcuno parlava del cornetto mangiato al bar con il padre.

Qualcun altro rideva perché aveva macchiato il quaderno prima ancora di iniziare la lezione.

Salvatore, invece, entrò piano.

Non salutò forte.

Non corse al banco.

Non fece rumore.

Appoggiò lo zaino, sistemò il grembiule con due dita e sedette come fanno i bambini quando non vogliono occupare troppo spazio nel mondo.

La maestra notò il piede destro.

Poi il sinistro.

Entrambi sembravano pieni, duri, quasi imbottiti.

All’inizio pensò a una cosa semplice.

Forse le scarpe erano troppo piccole.

Forse la famiglia non aveva avuto tempo di comprarne un paio nuovo.

Forse il bambino aveva vergogna a dirlo davanti ai compagni.

La vergogna, soprattutto nei bambini, si nasconde spesso negli oggetti più comuni: una manica troppo corta, uno zaino rotto, una scarpa consumata.

Quel giorno, durante l’intervallo, la maestra si avvicinò al suo banco.

Salvatore teneva davanti a sé un pacchetto di cracker già aperto.

Non mangiava.

Guardava gli altri bambini dividere panini, merendine, succhi.

Il suo sguardo non era invidioso.

Era allenato a non chiedere.

“Salvatore,” disse lei piano, “le scarpe ti fanno male?”

Lui scosse la testa senza sollevare gli occhi.

“No, maestra.”

“Sembrano un po’ strette.”

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