La Fontana Di Firenze Che Svelò Il Segreto Di Giada Prima Di Scuola-tantan - Chainityai

La Fontana Di Firenze Che Svelò Il Segreto Di Giada Prima Di Scuola-tantan

Giada aveva sette anni e conosceva il rumore dell’acqua pubblica meglio del rumore della colazione a casa.

Ogni mattina arrivava alla fontana prima della scuola, con lo zaino sulle spalle e una serietà che non apparteneva ai bambini.

La pietra era fredda anche nelle giornate luminose, e lei appoggiava le dita sul bordo come se chiedesse permesso perfino all’acqua.

Image

Intorno a lei Firenze si muoveva con la fretta elegante delle prime ore.

Qualcuno entrava al bar per un espresso, qualcuno stringeva una sciarpa sotto il mento, qualcuno passava con il sacchetto del forno ancora caldo tra le mani.

Giada aspettava sempre il momento giusto.

Non voleva disturbare.

Non voleva essere vista.

Non voleva che qualcuno le facesse domande.

Quando la strada si svuotava appena, si sollevava sulle punte e beveva direttamente dalla fontana.

A volte un sorso bastava.

A volte beveva più a lungo, come se stesse preparando il corpo a resistere fino all’ora di pranzo.

Poi si asciugava la bocca con il dorso della mano e andava a scuola.

Non correva mai.

Camminava composta, quasi adulta, con quello zaino che sembrava più pesante di lei.

La maestra la notò per la prima volta un martedì.

Giada entrò in classe con le guance fredde, le labbra ancora lucide e le mani arrossate dall’acqua.

Non era strano che una bambina avesse sete.

Era strano che avesse sempre sete nello stesso modo.

Gli altri bambini tiravano fuori borracce colorate, bottigliette mezze piene, merende avvolte nella carta.

Giada tirava fuori solo il quaderno.

Lo apriva con cura e sistemava la matita parallela al bordo del banco.

Era precisa in tutto.

Troppo precisa.

Quando un bambino rovesciava l’astuccio, lei si chinava subito ad aiutarlo.

Quando qualcuno dimenticava un colore, lei prestava il suo senza farsi pregare.

Quando la maestra chiedeva chi volesse leggere, Giada alzava appena la mano, come se anche partecipare fosse una cosa da meritare.

Per qualche giorno la maestra osservò senza forzare.

Vide che Giada non portava mai una bottiglia.

Vide che non chiedeva mai acqua durante la prima ora.

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *