La Bambina Tremava A Scuola Per Non Umiliare Sua Madre-tantan - Chainityai

La Bambina Tremava A Scuola Per Non Umiliare Sua Madre-tantan

A Bologna, in pieno inverno, Viola aveva sette anni e arrivava a scuola con un giubbino che sembrava fatto per l’autunno.

Non per quelle mattine in cui il freddo entrava nelle maniche, si infilava sotto il colletto e faceva tremare anche chi fingeva di stare bene.

La prima volta, la maestra pensò che fosse una dimenticanza.

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Forse il cappotto era rimasto a casa.

Forse qualcuno aveva sbagliato a vestirla nella fretta del mattino.

Forse il giorno dopo sarebbe arrivata coperta meglio, con una sciarpa annodata in fretta e le guance rosse solo per il vento.

Ma il giorno dopo Viola indossava lo stesso giubbino sottile.

E quello dopo ancora.

E anche il lunedì successivo.

Entrava sempre in classe in punta di piedi, come se perfino il rumore delle sue scarpe potesse attirare troppa attenzione.

Appoggiava la cartella accanto al banco, tirava giù le maniche fino alle nocche e sorrideva quando qualcuno la guardava.

Era un sorriso piccolo.

Educato.

Un sorriso che non chiedeva niente.

La maestra conosceva quel tipo di sorriso.

Non apparteneva ai bambini sereni.

Apparteneva ai bambini che avevano già imparato a non disturbare gli adulti.

Quella mattina, dalla finestra della classe, si vedeva il cortile umido e chiaro.

I genitori si fermavano appena davanti al cancello, qualcuno con il cappuccino ancora in mano, qualcuno con il cornetto avvolto nella carta del bar.

Una madre sistemava la sciarpa al figlio prima di lasciarlo andare.

Un padre batteva le mani per scaldarsi e rideva con un altro genitore.

Viola, invece, era entrata da sola.

Aveva le dita rigide.

La maestra se ne accorse quando la matita cadde dal banco.

Viola cercò di raccoglierla subito, ma le mani non le obbedirono.

Un compagno le chiese: “Hai freddo?”

Lei rispose troppo in fretta.

“No, sto bene.”

La maestra non disse nulla.

Scrisse l’ora sul registro, 08:17, e continuò la lezione come se non avesse visto.

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