A Torino, Una Bambina Di 6 Anni Cercava Calore Tra Le Castagne-tantan - Chainityai

A Torino, Una Bambina Di 6 Anni Cercava Calore Tra Le Castagne-tantan

La bambina che il venditore di caldarroste riconobbe dalle mani gelate non chiedeva mai una castagna.

Chiedeva calore senza usare parole.

A Torino, nelle sere in cui l’inverno sembrava entrare sotto i cappotti e restare lì, Nina arrivava sempre nello stesso punto della strada.

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Aveva 6 anni.

Era piccola anche per la sua età, con un cappottino sottile che le cadeva male sulle spalle e le maniche tirate così in basso da coprirle quasi tutte le dita.

Non portava guanti.

Questa fu la prima cosa che il venditore notò.

Non gli occhi.

Non i capelli.

Le mani.

Erano rosse, screpolate, rigide, e quando Nina si avvicinava al braciere del carretto le apriva lentamente, come se anche il calore potesse farle male.

Il carretto delle caldarroste stava acceso fino a sera, con il fumo che saliva dritto quando l’aria era ferma e si piegava verso i passanti quando arrivava una folata improvvisa.

Le persone compravano un cartoccio, pagavano, soffiavano sulle castagne aperte e se ne andavano.

Qualcuno tornava dal lavoro.

Qualcuno passava dopo un espresso veloce al banco.

Qualcuno portava a casa pane o dolci presi al forno, con i sacchetti stretti sotto il braccio per non farli raffreddare.

Nina guardava tutto questo senza entrare davvero nella scena.

Non si metteva in fila.

Non indicava il cibo.

Non faceva capricci.

Restava vicina al punto in cui il calore usciva dal braciere, abbastanza lontana da non sembrare sfacciata, abbastanza vicina da riuscire a scaldarsi le dita.

Il vecchio venditore aveva imparato a distinguere i bambini.

C’erano quelli che tiravano la manica dei genitori.

C’erano quelli che contavano le monete.

C’erano quelli che volevano il cartoccio più grande anche se poi non lo finivano.

Nina era diversa.

Lei non guardava le caldarroste con fame rumorosa.

Le guardava con disciplina.

Come se qualcuno le avesse insegnato che desiderare troppo apertamente era una vergogna.

La prima sera il venditore pensò che fosse solo timida.

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