Le Ciabatte Rivolte Alla Porta Che Svelarono Il Segreto Di Davide-tantan - Chainityai

Le Ciabatte Rivolte Alla Porta Che Svelarono Il Segreto Di Davide-tantan

Ogni sera, nello stesso palazzo di Bologna, la signora del secondo piano vedeva comparire davanti alla porta del terzo un paio di ciabatte da bambino.

Erano piccole, blu scuro, con il bordo un po’ consumato.

Ma non era quello a inquietarla.

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A inquietarla era il modo in cui venivano sistemate.

Sempre dritte.

Sempre ordinate.

Sempre con le punte rivolte verso le scale, come se chi le aveva lasciate lì non stesse entrando in casa, ma cercando disperatamente di uscirne.

Nel palazzo, a quell’ora, tutto sembrava normale.

Qualcuno rientrava con il sacchetto del forno ancora tiepido.

Una moka borbottava dietro una porta socchiusa.

Una coppia anziana discuteva sottovoce del volume della televisione.

Le chiavi giravano nelle serrature con quel suono secco e quotidiano che, in un condominio, sembra dire che ogni famiglia ha la sua pace e i suoi problemi.

Ma quelle ciabatte, sera dopo sera, non sembravano un problema qualunque.

Sembravano una frase.

Una frase scritta senza parole.

Davide aveva 7 anni.

La signora lo vedeva spesso la mattina, quando usciva con lo zainetto troppo grande e i capelli pettinati in fretta.

Era un bambino gentile, di quelli che si spostano di lato sulle scale per far passare gli adulti.

Diceva “buongiorno” con una vocina bassa, come se non volesse disturbare nessuno.

Non correva mai.

Non faceva capricci nel pianerottolo.

Non batteva i piedi.

E forse proprio per questo, all’inizio, nessuno aveva pensato che ci fosse qualcosa da guardare meglio.

I bambini rumorosi attirano attenzione.

I bambini troppo silenziosi, invece, spesso diventano parte dell’arredamento.

Suo padre lavorava spesso di notte.

Usciva verso sera, con il giubbotto chiuso fino al collo e la faccia stanca di chi si trascina addosso il peso del turno prima ancora di iniziarlo.

Quando incontrava la vicina, salutava con rispetto.

“Buonasera, signora.”

Lei gli rispondeva sempre con un cenno, poi guardava Davide, se era lì.

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