A Venezia La Bambina Disegnò Una Finestra Sul Tovagliolo-tantan - Chainityai

A Venezia La Bambina Disegnò Una Finestra Sul Tovagliolo-tantan

La bambina disegnava una finestra sul tovagliolo a Venezia.

Non era un disegno fatto per noia, né uno scarabocchio lasciato da una bambina in attesa del pranzo.

Era sempre la stessa finestra.

Image

Strette linee verticali.

Un bordo scuro.

Una piccola macchia nell’angolo basso.

Elisa aveva sei anni e sedeva in un ristorante vicino al canale con le mani raccolte sulle ginocchia, come se anche occupare spazio fosse qualcosa da chiedere prima.

La sedia era troppo alta per lei, il tavolo troppo grande, e davanti non aveva un piatto.

Aveva solo un bicchiere d’acqua, una matita corta trovata accanto a un vecchio conto e un tovagliolo di carta.

Fuori, l’acqua batteva piano contro la pietra.

Dentro, il locale era pieno di voci basse, posate, profumo di pesce caldo e caffè appena fatto.

Era uno di quei posti piccoli dove il banco sembra conoscere tutti, dove la luce entra dal vetro e resta appesa sulle bottiglie, sulle sedie di legno, sugli occhiali da sole lasciati accanto al pane.

La matrigna di Elisa sedeva di fronte a lei, elegante e composta.

Aveva il menù aperto tra le mani e sceglieva senza fretta, come se ogni piatto fosse un modo per mostrare che poteva permetterselo.

Accanto alla donna, il suo bambino guardava il cameriere con impazienza.

Lui avrebbe ordinato.

Lei avrebbe ordinato.

Elisa no.

Quando il cameriere arrivò con il taccuino, chiese con tono normale cosa desiderassero.

La donna indicò un antipasto costoso, poi un primo, poi un secondo.

Per il bambino ordinò una bibita, un piatto abbondante e un dolce già deciso prima ancora che arrivasse il resto.

Il cameriere segnò tutto, poi guardò Elisa.

“E per la piccola?” domandò.

La donna non sorrise subito.

Alzò appena lo sguardo, come se quella domanda fosse stata una mancanza di educazione.

“Lei ha già mangiato a casa.”

Elisa abbassò gli occhi sul tovagliolo.

Il cameriere fece un piccolo cenno, ma non si mosse.

Aveva lavorato abbastanza tra tavoli e famiglie per capire la differenza tra una frase pratica e una frase usata come serratura.

Poi la matrigna aggiunse, piano ma non abbastanza da non essere sentita:

Read More

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *