A Parma, Il Fazzoletto Rosso Sulla Bici Rotta Gridava Aiuto-tantan - Chainityai

A Parma, Il Fazzoletto Rosso Sulla Bici Rotta Gridava Aiuto-tantan

A Parma, Nora passava davanti alla stessa officina ogni mattina con una puntualità che non sembrava quella di una bambina, ma quella di una fatica imparata troppo presto.

Aveva sette anni, uno zaino grande quasi quanto il suo busto, e una bicicletta rotta che trascinava accanto a sé come se fosse un animale ferito.

La ruota davanti girava storta.

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La catena saltava quando il pedale toccava il marciapiede.

Il cestino tremava a ogni buca, e dal manubrio pendeva sempre un fazzoletto rosso, annodato due volte, stretto bene, visibile anche da lontano.

Non era un fiocco messo per gioco.

Non era una decorazione.

Era troppo ordinato per essere casuale e troppo ostinato per essere dimenticato.

Il meccanico dell’officina se ne accorse al terzo giorno, forse al quarto, quando stava alzando la serranda e il profumo dell’espresso del bar vicino entrava nella strada insieme al rumore dei primi passi.

La vide arrivare da lontano.

Prima il fazzoletto rosso.

Poi la bici.

Poi Nora.

Camminava con il mento basso, ma non come una bambina distratta.

Camminava come chi sa di non doversi far notare.

Davanti alla vetrina rallentava sempre.

Guardava i copertoni nuovi appesi al muro, i campanelli lucidi dentro una scatola, le camere d’aria piegate sugli scaffali, e poi tornava a fissare il marciapiede.

Il meccanico conosceva quel tipo di sguardo.

Non era il desiderio semplice di una cosa nuova.

Era il dolore di vedere una cosa possibile e sentirsi esclusi.

Il primo giorno pensò che la bambina stesse andando da qualcuno per far riparare la bici più avanti.

Il secondo giorno pensò che forse il padre sarebbe passato nel pomeriggio.

Il quinto giorno capì che nessuno sarebbe passato.

Nora continuava a trascinare quella bicicletta verso la scuola, e ogni mattina sembrava più stanca, come se la strada si allungasse soltanto per lei.

Una volta, quando il sole era già alto e la città aveva preso il ritmo delle commissioni, il meccanico la vide fermarsi davanti alla vetrina più a lungo del solito.

Nel riflesso del vetro, Nora guardò la propria bici rotta e poi abbassò gli occhi sulle scarpe.

Le suole erano consumate.

Non disse nulla.

Fece un respiro e riprese a camminare.

Lui uscì sulla soglia senza volerla spaventare.

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