Sul traghetto in Sicilia lasciano indietro un padre di 89 anni-tantan - Chainityai

Sul traghetto in Sicilia lasciano indietro un padre di 89 anni-tantan

Quando il traghetto ha toccato il porto, nessuno ha pensato che il momento più pesante non fosse lo sbarco, ma ciò che stava per accadere un secondo dopo.

L’aria era piena di sale e di gasolio.

Le voci rimbalzavano sul ponte.

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Le borse venivano tirate su in fretta.

Le scarpe correvano verso la passerella come se il vero problema fosse soltanto arrivare primi a terra.

Signor Domenico aveva 89 anni.

E in quel momento sembrava l’unico a conoscere il valore della lentezza.

Non per capriccio.

Non per ostinazione.

Per età, per fatica, per rispetto del proprio corpo, per quella dignità silenziosa che gli anziani hanno quando sanno di non poter più seguire il ritmo degli altri, ma pretendono almeno di non essere trattati come un peso.

Era partito con la famiglia.

Un viaggio che doveva sembrare semplice.

Una traversata breve.

Una visita al paese d’origine.

Un ritorno ai luoghi vecchi, quelli che portano sempre con sé una specie di commozione domestica, anche quando nessuno la dice ad alta voce.

Ma la commozione, in quella famiglia, era durata poco.

Perché basta un rallentamento.

Basta un gradino.

Basta una mano da tenere.

Basta aspettare qualche secondo in più.

E il volto delle persone cambia.

Prima si indurisce.

Poi si chiude.

Poi smette di vedere l’altro come una persona e comincia a vederlo come un ostacolo.

Domenico avanzava con il passo corto di chi non vuole intralciare nessuno.

Si teneva al corrimano con una cura quasi gentile.

Non chiedeva attenzione.

Chiedeva soltanto che qualcuno si ricordasse di lui mentre tutti guardavano già la banchina.

E invece, quando la passerella si è aperta, la famiglia ha fatto quello che fanno i gruppi quando credono di potersi nascondere dentro la fretta.

Ha preso il primo spazio libero.

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