Bambina Costretta A Mentire Davanti Allo Specchio A Firenze-tantan - Chainityai

Bambina Costretta A Mentire Davanti Allo Specchio A Firenze-tantan

A Firenze, ogni sera, Olivia veniva messa davanti allo specchio.

Aveva nove anni, un golfino sempre pulito, i capelli pettinati con cura e una frase da imparare come se fosse una poesia scolastica.

“Ho paura di papà, non voglio vederlo.”

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La prima volta che sua madre gliela fece leggere, Olivia pensò di aver capito male.

Il foglio era piegato in due, appoggiato sul mobile dell’ingresso accanto alle chiavi di casa e a una vecchia fotografia di famiglia che da qualche settimana non stava più in bella vista.

Prima era sempre lì, padre, madre e figlia sorridenti durante una domenica qualunque.

Poi la madre l’aveva girata a faccia in giù.

Non l’aveva buttata.

Era peggio.

L’aveva lasciata lì come qualcosa che non meritava più di essere guardato.

Ogni sera, dopo cena, quando la casa diventava silenziosa e dalla cucina arrivava solo l’odore della moka ormai fredda, Olivia sentiva la stessa voce.

“Vieni.”

Non era un urlo.

Non era nemmeno una richiesta.

Era una parola piatta, precisa, senza spazio per discutere.

Olivia si alzava dalla sedia, lasciava il quaderno dei compiti o il bicchiere d’acqua mezzo pieno, e raggiungeva sua madre davanti allo specchio.

Lo specchio era alto, con una cornice vecchia, abbastanza grande da restituire intera l’immagine di entrambe.

La madre alle sue spalle, ordinata, immobile, con le braccia incrociate.

Olivia davanti, piccola, costretta a guardarsi mentre diceva qualcosa che non sentiva.

“Leggi.”

“Ho paura di papà, non voglio vederlo.”

“Non così.”

Olivia abbassava il foglio.

“Come?”

“Troppo veloce. Sembra che tu stia recitando.”

La bambina guardava il proprio riflesso.

Aveva voglia di dire che stava proprio recitando.

Aveva voglia di dire che papà non le faceva paura, che quando stavano insieme lui parlava piano, che la domenica la portava al forno e le lasciava scegliere il pane, che a volte compravano anche un dolce piccolo e lo dividevano tornando a casa.

Ma aveva imparato che certe verità, in quella casa, facevano venire freddo.

Sua madre non l’aveva mai colpita.

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