A 76 Anni Puliva La Lavagna, Poi La Classe Scoprì Il Suo Segreto-tantan - Chainityai

A 76 Anni Puliva La Lavagna, Poi La Classe Scoprì Il Suo Segreto-tantan

A Napoli, Nonna Luciana arrivava sempre quando il giorno aveva già perso la voce.

Le saracinesche dei negozi erano abbassate, i passi nel corridoio suonavano più forti, e nell’aria restava quella traccia di espresso che sembrava non andare mai via dai bar vicini.

Aveva 76 anni, un foulard annodato con cura e scarpe lucidate anche per fare un lavoro che nessuno applaudiva.

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Ogni sera entrava nella scuola serale con uno straccio piegato nella borsa.

Diceva “Permesso” anche quando l’aula era vuota.

Poi cominciava.

Passava tra i banchi con la lentezza di chi non vuole disturbare nemmeno le sedie.

Raccoglieva le briciole lasciate da chi aveva mangiato in fretta prima della lezione.

Allineava le sedie una per una.

Raddrizzava i quaderni dimenticati.

Controllava che ci fosse abbastanza gesso.

E alla fine puliva la lavagna.

Lo faceva sempre con due mani, come se non stesse cancellando parole, ma preparando un posto dignitoso per farle tornare.

La lavagna diventava nera, liscia, pronta.

Luciana restava a guardarla un momento di troppo.

Poi abbassava gli occhi e ricominciava a sistemare.

Nessuno, all’inizio, si domandava perché una donna della sua età facesse tutto questo ogni sera.

Qualcuno pensava alla gentilezza.

Qualcuno alla solitudine.

Qualcuno diceva che certe nonne hanno bisogno di sentirsi utili, perché una vita intera di fatica non si spegne solo perché il corpo invecchia.

Ma la verità era più profonda.

Luciana non sapeva leggere.

Non sapeva leggere un avviso appeso alla porta.

Non sapeva leggere un messaggio lasciato su un foglio.

Non sapeva leggere il nome di una via se non l’aveva già imparata a memoria.

Per tutta la vita aveva trovato modi per nasconderlo.

Quando qualcuno le porgeva una carta, sorrideva e diceva che aveva lasciato gli occhiali a casa.

Quando arrivava un modulo, aspettava che una mano gentile le indicasse dove firmare.

Quando vedeva gli altri leggere in silenzio, faceva finta di pensare ad altro.

La vergogna, per lei, non era un grido.

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