A 86 Anni Entra In Tribunale Con Una Sconosciuta A Roma-tantan - Chainityai

A 86 Anni Entra In Tribunale Con Una Sconosciuta A Roma-tantan

L’anziano accompagnò una sconosciuta al suo primo processo a Roma.

Augusto aveva 86 anni e un modo antico di prepararsi alle giornate difficili.

Non alzava la voce, non si lamentava, non cercava compatimento.

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Si radeva con attenzione, passava un panno sulle scarpe, sceglieva la giacca meno consumata e lasciava che la moka facesse il suo lavoro in cucina.

Quella mattina, però, il caffè non riuscì a scaldargli le mani.

Il piccolo appartamento era silenzioso, con la luce che entrava obliqua dalle persiane e cadeva su una cornice piena di fotografie vecchie.

C’erano volti che non c’erano più, sorrisi rimasti giovani mentre lui era diventato fragile, e una chiave di casa appesa sempre allo stesso gancio, come se certi oggetti sapessero custodire una vita meglio delle persone.

Augusto bevve l’espresso in piedi, senza zucchero.

Poi rimase a guardare la tazzina vuota.

Non doveva andare in tribunale per sé.

Questo avrebbe dovuto bastargli.

Eppure, appena pensò alle porte dell’aula, alle sedie allineate, ai fascicoli, alle voci basse ma taglienti, sentì il freddo salirgli dalle dita.

Era sempre così.

Da anni.

Ogni volta che passava davanti al tribunale a Roma, anche solo per cambiare strada o prendere un autobus, il suo corpo ricordava prima della mente.

Le mani si gelavano.

La gola si chiudeva.

Il passo diventava più lento.

Non era paura della legge in sé.

Era paura di quel momento preciso in cui aveva capito che si può avere ragione e sentirsi comunque nessuno.

Molti anni prima, Augusto era entrato in un’aula per una causa che per lui contava più del denaro.

Aveva portato carte, date, ricevute, spiegazioni preparate a casa con una calligrafia tremante ma ordinata.

Credeva che bastasse dire la verità.

Credeva che la verità, se messa sopra un tavolo, avrebbe parlato da sola.

Si sbagliava.

Quel giorno era entrato solo.

Nessuno seduto accanto.

Nessuno dietro di lui.

Nessuno a guardarlo negli occhi quando la voce gli si spezzò.

Dall’altra parte c’era chi parlava meglio, più veloce, con una sicurezza che sembrava già una sentenza.

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