A 88 Anni Lavò Una Vetrina A Torino E Salvò Una Bottega-tantan - Chainityai

A 88 Anni Lavò Una Vetrina A Torino E Salvò Una Bottega-tantan

A Torino, ogni mattina, c’era una vetrina che sembrava perdere luce prima ancora che il sole riuscisse a raggiungerla.

Non era grande.

Non aveva insegne vistose, né promesse appese fuori per convincere la gente a entrare.

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Era una piccola bottega di mobili, con sedie restaurate vicino alla porta, tavoli appoggiati alla parete e quell’odore di legno che resta nelle mani anche dopo essersele lavate.

Per settimane, però, nessuno si era fermato davvero.

La gente passava davanti al vetro con il passo di chi ha fretta, con il caffè già preso al bar, con la sciarpa sistemata bene, con le scarpe pulite per non dare l’impressione di essere uscita di casa in disordine.

Qualcuno guardava dentro.

Quasi nessuno entrava.

Il giovane proprietario lo sapeva.

Ogni mattina alzava la serranda, accendeva le luci e disponeva meglio ciò che era già stato disposto il giorno prima.

Spostava una sedia di pochi centimetri.

Girava un tavolino verso la strada.

Passava una mano sul banco, più per calmarsi che per togliere polvere.

Poi restava lì, in ascolto, aspettando il suono della porta.

A volte il campanello non suonava per tutta la giornata.

La sera contava gli scontrini, ma ormai non c’era quasi più nulla da contare.

Sul banco teneva una cartellina con documenti, scadenze, numeri scritti e riscritti, promemoria messi in fila come soldati stanchi.

Accanto c’era il telefono.

Il telefono restava muto.

All’inizio si era detto che era solo un periodo.

Poi aveva iniziato a chiudere le luci prima, non per risparmiare tanto, ma perché il buio gli faceva meno male della vetrina illuminata e vuota.

La vergogna, in certe città ordinate, non urla.

Si siede accanto a te, si sistema il cappotto e aspetta che tu smetta di fingere.

Una sera, poco prima della chiusura, Remo lo vide.

Remo aveva 88 anni e un passo lento, ma gli occhi di chi ha già perso qualcosa non perdono facilmente i dettagli.

Passava da quella strada da molto tempo.

Sapeva a che ora il bar lavava le tazzine.

Sapeva quando il forno cominciava a mandare fuori l’odore del pane.

Sapeva anche riconoscere una bottega in pericolo prima che sulla porta comparisse un cartello.

Non perché avesse un talento speciale.

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