A Bologna La Bambina Guardava Il Muro: Poi Emersero Le Parole Del Padre-tantan - Chainityai

A Bologna La Bambina Guardava Il Muro: Poi Emersero Le Parole Del Padre-tantan

La Bambina Che Si Sedeva Sempre Con La Faccia Al Muro A Bologna

Anna aveva sette anni e un modo di entrare in classe che nessuno dimenticava davvero, anche se molti avevano imparato a fingere di non vederlo.

Arrivava sempre con qualche minuto di anticipo, lo zainetto stretto addosso, il grembiule sistemato con troppa cura per una bambina della sua età e le scarpe pulite come se la mattina qualcuno avesse controllato che niente in lei desse fastidio.

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Non correva verso le compagne.

Non salutava forte.

Non occupava il centro dell’aula.

Passava tra i banchi con un passo leggero, quasi chiedendo permesso anche all’aria, e andava a sedersi all’ultimo posto in fondo.

Quel banco aveva una stranezza che ormai tutti conoscevano.

Non era rivolto verso la lavagna.

Era girato verso il muro.

All’inizio la classe aveva pensato a un errore.

Poi a una punizione momentanea.

Poi a una di quelle abitudini che gli adulti lasciano crescere perché correggerle richiederebbe attenzione.

Anna si sedeva lì ogni mattina, metteva le mani sulle ginocchia e fissava l’intonaco chiaro davanti a sé.

Non il disegno appeso sulla parete.

Non la finestra.

Non la porta.

Solo il muro.

I bambini non capivano, e quando i bambini non capiscono spesso ridono per paura di sentire qualcosa di troppo grande.

“Anna parla col muro,” sussurrava qualcuno.

“Magari il muro le risponde,” diceva un altro, abbastanza piano da non essere rimproverato ma abbastanza forte da ferire.

Lei non protestava.

Non girava la testa.

Non diceva alla maestra che le stavano facendo male.

Restava composta come una piccola adulta che avesse già imparato la cosa più ingiusta: se non disturbi, forse nessuno ti punisce.

La maestra era una donna molto ordinata.

Portava spesso una sciarpa piegata bene sul cappotto, teneva i registri in una pila precisa e parlava con un tono controllato anche quando era irritata.

A chi la vedeva da fuori poteva sembrare una persona calma.

Ma c’è una calma che consola e una calma che abbandona.

Con Anna, quella calma era diventata distanza.

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