A Firenze, Il Sole Grigio Di Stella Rivelò Una Porta Chiusa-tantan - Chainityai

A Firenze, Il Sole Grigio Di Stella Rivelò Una Porta Chiusa-tantan

A Firenze, Stella aveva imparato a disegnare il sole senza luce prima ancora di imparare a scrivere bene il proprio nome.

Aveva 7 anni, due trecce ordinate, scarpe sempre pulite e un modo di stare seduta che non sembrava quello di una bambina, ma quello di qualcuno che aveva capito troppo presto quando non doveva disturbare.

La classe di arte si riempiva ogni settimana di colori rumorosi.

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Gialli, rossi, verdi, azzurri.

I bambini si passavano i pastelli, ridevano, litigavano per un pennarello nuovo, lasciavano impronte di tempera sui polsi e sui grembiuli.

Stella, invece, apriva la scatola dei colori con una cura lenta e prendeva sempre il grigio.

Non il nero.

Non il blu.

Il grigio.

Con quello tracciava un cerchio sopra una stanza buia.

La maestra d’arte all’inizio pensò che fosse una scelta estetica.

Ci sono bambini che disegnano cieli viola, madri con capelli verdi, case senza tetto e cani più grandi degli alberi.

Il mondo dei bambini non chiede permesso alla logica degli adulti.

Però il disegno di Stella tornava sempre uguale.

Un sole grigio.

Nessun raggio.

Una stanza chiusa.

Una finestra piccola, quadrata, troppo alta.

Ogni volta, la maestra passava accanto al suo banco e sentiva un piccolo freddo sulla nuca.

Non per il colore.

Per la precisione.

I bambini inventano disordine.

Stella ripeteva una memoria.

La prima volta che la maestra glielo chiese, lo fece con dolcezza, accovacciandosi accanto alla sedia per non guardarla dall’alto.

“Perché il tuo sole non fa luce?”

Stella continuò a muovere il pastello sul foglio.

Aveva le dita sottili, tese, come se tenere quel colore fosse già una fatica.

Poi disse: “Perché lì dentro non entra.”

Non pianse.

Non alzò la voce.

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