A Firenze Una Bambina Fu Rasata E Il Barbiere Vide Il Segreto-tantan - Chainityai

A Firenze Una Bambina Fu Rasata E Il Barbiere Vide Il Segreto-tantan

A Firenze, quella mattina, il salone del barbiere profumava di sapone, caffè e metallo pulito.

Fuori, la città si stava svegliando con il rumore delle saracinesche, dei passi rapidi e delle tazzine poggiate sui banconi.

Dentro, invece, tutto cambiò quando Lucia entrò mano nella mano con la matrigna.

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Aveva 7 anni.

Camminava piano.

Non si guardava intorno come fanno i bambini quando entrano in un posto nuovo.

Non fissava le forbici, non sorrideva allo specchio, non faceva domande.

Teneva gli occhi bassi e stringeva la mano della donna come se quella mano fosse insieme guida e catena.

La matrigna era composta.

Troppo composta.

Indossava un cappotto ordinato, una sciarpa sistemata con cura e scarpe lucide, di quelle che raccontano al mondo che una persona tiene alla propria immagine.

Entrò nel salone con un mezzo sorriso e un saluto appena accennato.

“Buongiorno,” disse.

Il barbiere rispose nello stesso tono, con quella gentilezza pratica di chi lavora da anni davanti agli specchi e ha imparato a leggere le facce prima ancora dei capelli.

Poi guardò la bambina.

Lucia aveva i capelli castani, morbidi, un po’ annodati sulle punte.

Non erano sporchi.

Non erano rovinati.

Non erano pieni di nodi impossibili.

Sembravano solo capelli di bambina, sistemati in fretta da una mano senza pazienza.

“Che facciamo oggi?” chiese il barbiere.

La matrigna non lasciò rispondere Lucia.

“Li tagli tutti,” disse.

Il barbiere credette di aver capito male.

“Tutti?”

“Sì. Molto corto. Meglio ancora, rasato.”

Lucia abbassò ancora di più il mento.

Il barbiere posò il pettine sul banco.

In un salone, certe richieste possono sembrare strane ma restare normali.

Un cambio drastico, un taglio dopo un brutto periodo, una decisione impulsiva.

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