A Genova, La Bambina Costretta A Chiamare Madre La Serva-tantan - Chainityai

A Genova, La Bambina Costretta A Chiamare Madre La Serva-tantan

Bianca aveva sette anni e viveva in una grande casa di Genova dove ogni cosa sembrava sapere più di lei.

Le pareti conoscevano i segreti.

I ritratti nel corridoio li custodivano con occhi scuri e cornici pesanti.

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Le chiavi appese vicino alla cucina tintinnavano ogni mattina come se aprissero stanze proibite.

Bianca invece non poteva aprire nemmeno la domanda più semplice.

“Dov’è la mia mamma vera?”

La prima volta l’aveva chiesto sottovoce, seduta al tavolo della cucina, mentre la moka borbottava sul fuoco e la vecchia domestica le spalmava un po’ di marmellata sul pane.

La donna si era fermata con il coltello sospeso.

Aveva abbassato gli occhi.

Poi aveva guardato la porta, come se temesse che persino il marmo potesse riferire quella frase alla padrona di casa.

Prima che potesse rispondere, la nonna era entrata.

Non aveva bisogno di gridare.

In quella casa, la sua voce faceva già abbastanza rumore.

Portava un foulard annodato con precisione, scarpe sempre pulite, mani curate, e quel modo di guardare le persone come se stesse decidendo quanto valessero.

“Bianca,” aveva detto, “non ricominciare.”

La bambina aveva stretto il cucchiaio.

“Ma io voglio sapere.”

La nonna aveva indicato la domestica.

“Lei è tua madre.”

La vecchia domestica non aveva alzato la testa.

Bianca aveva guardato quella donna anziana, il grembiule consumato, le dita ruvide, i capelli raccolti in modo semplice.

Era lei a svegliarla la mattina.

Era lei a controllare che il vestito fosse pulito prima della passeggiata.

Era lei a mettere una mano sulla fronte di Bianca quando la bambina diceva di sentirsi calda.

Era lei a lasciarle la parte più morbida del pane.

Eppure qualcosa non tornava.

Non nel modo in cui la donna la trattava.

Nel modo in cui la casa tratteneva il fiato ogni volta che Bianca diceva la parola mamma.

“Perché non mi chiama mai figlia?” aveva chiesto.

La nonna aveva sorriso.

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