A Napoli Regalò Il Suo Biglietto E Cambiò Due Vite-tantan - Chainityai

A Napoli Regalò Il Suo Biglietto E Cambiò Due Vite-tantan

Il signor Gennaro aveva 78 anni e un’abitudine che nessuno gli aveva tolto: uscire di casa come se il mondo meritasse ancora rispetto.

Si sistemava la giacca anche quando il tessuto era consumato sui gomiti.

Passava un panno sulle scarpe anche quando sapeva che avrebbe camminato per ore.

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Si guardava nello specchio piccolo vicino alla porta, si aggiustava il colletto e solo allora prendeva le chiavi.

La povertà, per lui, non era una scusa per presentarsi al mondo disfatto.

Era una fatica da portare con ordine.

Viveva a Napoli, e ogni mattina saliva sul bus per andare al mercato.

Non andava a comprare frutta, pane o pesce.

Andava a cercare lavoro.

A 78 anni, questa frase sembra quasi un’offesa.

Eppure lui non la diceva mai con rabbia.

La diceva come si dice il tempo: oggi piove, oggi fa caldo, oggi vediamo se qualcuno ha bisogno di due braccia.

Al mercato c’erano uomini più giovani, più forti, più veloci.

C’erano venditori che lo salutavano con un cenno.

C’erano facchini che gli lasciavano fare qualche commissione quando potevano.

A volte gli davano poche monete per spostare cassette.

A volte un sacchetto di verdura rimasta.

A volte niente.

Gennaro ringraziava comunque.

Non voleva pietà.

Voleva essere utile.

La mattina cominciava spesso con il profumo dell’espresso che usciva dai bar, con i cornetti messi in fila dietro il vetro, con le serrande che si alzavano una dopo l’altra.

Lui passava davanti a tutto questo senza fermarsi quasi mai.

Il cappuccino, il cornetto, il giornale aperto sul bancone: erano cose piccole per molti, ma per lui erano diventate lussi da guardare senza toccare.

Nel portafoglio teneva le monete contate.

Non tante.

Appena abbastanza per tornare a casa in autobus.

Questo era il suo calcolo quotidiano.

Andare al mercato con la speranza di guadagnare qualcosa.

Tenere da parte il biglietto per il ritorno.

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